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IL PARCO DIVERTIMENTO

Etnaland non riaprirà: stagione 2026 cancellata, la proprietà getta la spugna, 200 posti di lavoro a rischio

Annunciata la chiusura per tutta l'estate: «Tempi tecnici incompatibili anche con un dissequestro». Da febbraio sigilli alla struttura

01 Luglio 2026, 11:08

11:10

Etnaland non riaprirà: stagione 2026 cancellata, la proprietà getta la spugna, 200 posti di lavoro a rischio

Niente da fare: Etnaland non aprirà i battenti per l'intera stagione estiva 2026. Ad annunciarlo è la stessa proprietà del parco acquatico e tematico di Belpasso, il più grande del Sud Italia, chiuso da febbraio a seguito del sequestro preventivo scattato nell'ambito dell'inchiesta per le gravi irregolarità ambientali riscontrate dagli inquirenti.

Nella nota diffusa oggi, la società precisa che nessuno degli accertamenti in corso riguarda «anche indirettamente» la sicurezza di utenti e lavoratori, ma sottolinea che l'avvio di una stagione richiede «un articolato percorso preparatorio» fatto di manutenzione, verifiche tecniche, formazione e procedure organizzative. Tempi che, si legge nel comunicato, non sono più compatibili con un'apertura nel 2026, «anche in caso di auspicabile dissequestro».

Una doccia fredda che arriva dopo mesi di trattative, incontri istituzionali e la speranza — più volte espressa da sindacati e amministrazioni locali — di riuscire a salvare almeno parte della stagione. Solo due settimane fa, dopo il vertice in Prefettura a Catania tra il sindacato Cisal e il prefetto Pietro Signoriello, si parlava ancora di una possibile riapertura, con la richiesta di un incontro diretto tra i sindacati e la proprietà, nella persona del dottor Francesco Russello. Un incontro che, a quanto risulta, non si è più concretizzato.

Gli adempimenti richiesti dal gip

Il decreto di sequestro firmato dal gip Luigi Barone aveva indicato quattro passaggi necessari per la restituzione della struttura: la bonifica integrale delle aree usate come discarica abusiva, la regolarizzazione dei contratti di smaltimento dei rifiuti, la realizzazione di un impianto di depurazione delle acque e il completamento di tutte le autorizzazioni ambientali e di sicurezza. Le indagini avevano accertato che il parco non disponeva né di adeguati impianti di depurazione né dei titoli autorizzativi previsti, con un'unica autorizzazione allo scarico rilasciata dal Comune di Belpasso e scaduta addirittura nel 2019.

Negli ultimi mesi la società aveva presentato la richiesta di verifica ambientale dopo aver eseguito i lavori di bonifica, ma il sindaco di Belpasso Carlo Caputo aveva riferito che la Città Metropolitana aveva richiesto ulteriori approfondimenti. Un iter, evidentemente, più lungo del previsto.

Duecento lavoratori senza stagione

L'annuncio pesa soprattutto sul fronte occupazionale. Sono circa 200 i lavoratori, tra stagionali e non che ogni anno animavano il parco acquatico e tematico. A questi si aggiungono le imprese fornitrici e tutto l'indotto turistico e commerciale del territorio etneo, per il quale Etnaland rappresenta da decenni un motore economico nei mesi estivi. Proprio su questo aspetto i sindacati, con Cisal in prima fila, avevano moltiplicato gli appelli nelle ultime settimane, arrivando fino ai banchi dell'Ars.

La proprietà, dal suo canto, ribadisce la disponibilità a proseguire la collaborazione con autorità e istituzioni «nella prospettiva della ripresa delle attività», sottolineando il radicamento storico del parco nel territorio siciliano. Ma per lavoratori e famiglie, la certezza è una sola: quest'estate, ad Etnaland, non si andrà.