i dati
Allarme demografico a Palermo: culle vuote, emigrazione e anziani in aumento. Lo studio della Camera di Commercio
La natalità ai minimi e l'invecchiamento record
La Città Metropolitana di Palermo si trova ad affrontare una fase di profondo e preoccupante declino demografico. Il quadro emerge nitidamente dall'analisi “Il barometro dell'economia territoriale”, pubblicata ieri e curata dalla Camera di Commercio di Palermo Enna attraverso le elaborazioni del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. I dati evidenziano una combinazione critica di bassa natalità, forte invecchiamento della popolazione e un costante tasso di emigrazione, tracciando uno scenario che ridisegnerà il volto del territorio nei prossimi decenni.
«Siamo di fronte a una transizione demografica che richiede, da parte di tutte le istituzioni, un impegno straordinario per invertire le tendenze negative», avverte Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio Palermo Enna. «Servono politiche per incentivare la natalità e contrastare l'invecchiamento, strategie per trattenere i giovani e ridurre l'emigrazione. Diventa inoltre sempre più urgente pianificare servizi e infrastrutture adeguate a una popolazione anziana. La demografia è il battito cardiaco dell’economia e dobbiamo assicurarci che rimanga vitale».
I numeri relativi all'area palermitana descrivono una crisi strutturale. Nel 2025 il Tasso di Fecondità Totale (Tft) si è attestato a appena 1,27 figli per donna, un valore inferiore sia alla media nazionale che a quella regionale, posizionando Palermo al quarto posto della graduatoria provinciale. Questa prolungata denatalità influisce direttamente sulla tenuta complessiva dei residenti: se tra il 2002 e il 2026 la popolazione della provincia ha registrato una flessione del -3,3%, le proiezioni per il periodo compreso tra il 2026 e il 2050 stimano un vero e proprio crollo, con una contrazione prevista del -18,8%.
L'altro fronte critico è rappresentato dall'invecchiamento progressivo. L'indice di vecchiaia a Palermo (ovvero il rapporto tra la popolazione anziana e quella giovane), registrato al 180,6 all'inizio del 2026, subirà un'impennata drammatica entro il 2050, raggiungendo quota 306,2. A svuotare ulteriormente il territorio contribuisce la fuga verso l'estero, con un tasso di migratorietà dei cittadini italiani che, nella media annua tra il 2017 e il 2025, si è attestato a 2,11 per mille abitanti.
«Il tasso di migrazione ci segnala l’urgenza di creare opportunità concrete per i giovani, affinché non siano costretti a cercare altrove il proprio futuro», aggiunge Guido Barcellona, segretario generale dell’ente camerale. «La Camera di Commercio continuerà a fornire il supporto analitico necessario affinché le politiche di sviluppo locale poggino su dati solidi, con l’obiettivo prioritario di favorire la coesione e contrastare lo spopolamento».