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Regione

Cento milioni per il rilancio del grano siciliano: ristori, filiera e tracciabilità

I fondi previsti in tre anni anche a sostegno del marchio "Qualità sicura garantita" e il contrasto alle importazioni senza tracciabilità

01 Luglio 2026, 17:16

19:31

Cento milioni per il rilancio del grano siciliano: ristori, filiera e tracciabilità

Cento milioni di euro in tre anni per salvare la cerealicoltura siciliana. È l’impegno che i capigruppo all’Ars hanno sottoscritto oggi durante l’assemblea di Coldiretti Sicilia.

Il piano prevede uno stanziamento di 50 milioni di euro nel 2026 per i ristori immediati agli agricoltori, 30 milioni nel 2027 e ulteriori 20 milioni nel 2028 per il rafforzamento della filiera, la certificazione di qualità e gli interventi di valorizzazione del grano duro siciliano.

“Bene l'impegno che i capigruppo all'Ars hanno sottoscritto oggi a sostegno del comparto cerealicolo. Questi temi devono solo unire, mai dividere. La prossima settimana mi confronterò con le organizzazioni di categoria per mettere a punto un piano dettagliato di interventi”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino.

Per Coldiretti Sicilia tra le principali criticità del comparto c'è il sistema del «prezzo a chiamare», che costringe molti produttori a trattenere il grano nei magazzini nella speranza di quotazioni migliori, determinando una riduzione dell’offerta immediata sul mercato, un maggiore ricorso alle importazioni e una successiva concentrazione delle vendite che finisce per deprimere ulteriormente i prezzi, penalizzando il reddito degli agricoltori.

«Le misure previste - spiega Coldiretti Sicilia - comprendono inoltre un reddito minimo garantito attraverso gli accordi di filiera, la valorizzazione del marchio 'Qualità sicura garantita dalla Regione Siciliana', il riconoscimento del valore aggiunto del grano certificato, l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio del mercato, l’utilizzo preferenziale dei prodotti ottenuti da grano siciliano nelle mense pubbliche e il rafforzamento dei controlli contro pratiche commerciali sleali e importazioni prive di adeguata tracciabilità».

Una parte dell’assemblea è stata dedicata anche al comparto vitivinicolo. La distillazione straordinaria è determinante per mantenere elevata la qualità del vino. Si tratta di una misura di almeno 18 milioni di euro per rispondere ancora meglio alle richieste del mercato.

«Accogliamo con grande favore l’impegno dell’investimento già nella manovra di bilancio di luglio - ha affermato Francesco Ferreri, presidente di Coldiretti Sicilia - è una risposta concreta alle richieste avanzate dal mondo agricolo e rappresenta un passaggio decisivo per restituire redditività alle imprese cerealicole. Rafforzare la nostra produzione significa difendere il lavoro degli agricoltori, la qualità delle produzioni e la sovranità alimentare della Regione».