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Tribunale di Palermo

Turista australiana morta per un albero abbattuto nel Parco delle Madonie: Regione condannata a risarcire 800mila euro

01 Luglio 2026, 19:01

19:03

Turista australiana morta per un albero abbattuto nel Parco delle Madonie: Regione condannata a risarcire 800mila euro

Gli avvocati Elisabetta Violante, Alessandro Palmigiano, Licia Tavormina

L’assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea della Regione Siciliana è stato condannato a risarcire i familiari di Diane Christine Palmer, la turista australiana morta dopo essere stata colpita da un albero durante un’escursione nel Parco delle Madonie. Lo ha stabilito il Tribunale di Palermo che, con la sentenza n. 3475/2026 passata in giudicato, ha accolto le domande risarcitorie proposte dal marito, dal figlio e dalla sorella della vittima, disponendo il pagamento di una somma di circa 800 mila euro, comprese le spese legali.

La decisione è stata emessa dalla Terza Sezione Civile del Tribunale di Palermo, giudice Simona Maria Cipitì. I familiari della vittima sono stati assistiti nel giudizio civile dagli avvocati Alessandro Palmigiano, Elisabetta Violante e Licia Tavormina dello Studio Legale Palmigiano e Associati.

«La tragedia - si legge in una nota dello studio legale - risale al 1° ottobre 2018. Diane Christine Palmer si trovava in Sicilia con il marito per una vacanza e aveva programmato un’escursione naturalistica nel Parco delle Madonie, lungo itinerari indicati da una guida specializzata e segnalati come percorsi escursionistici. I due coniugi accedevano al Parco da contrada Fegotti, dopo avere ricevuto indicazioni da un dipendente del Corpo Forestale, iniziando a percorrere il sentiero.

Durante la passeggiata incontravano personale forestale impegnato in attività di manutenzione. Secondo quanto ricostruito nel corso del giudizio, nulla segnalava però la presenza di lavori pericolosi di abbattimento di alberi: non vi erano cartelli all’ingresso, delimitazioni del cantiere, divieti di accesso o altri avvisi idonei a impedire ai turisti di proseguire lungo il percorso, che appariva regolarmente percorribile.

Pochi istanti dopo, un pino di grandi dimensioni, oggetto delle operazioni di taglio, cadeva sui due escursionisti. Diane Christine Palmer riportava gravissime lesioni. Trasferita in elisoccorso a Palermo, rimaneva ricoverata per 44 giorni, sottoposta a interventi chirurgici e cure intensive, alternando fasi di coscienza a periodi di rianimazione, fino al decesso, avvenuto il 14 novembre 2018.

Sulla vicenda veniva immediatamente aperta un’indagine penale per ricostruire la dinamica dei fatti e accertare le responsabilità. Nel procedimento penale la famiglia è stata assistita dall’avvocato Raffaele Bonsignore.

Le indagini della Procura della Repubblica di Termini Imerese e delle forze dell’ordine, anche attraverso intercettazioni ambientali, dichiarazioni di alcuni operai e accertamenti tecnici, hanno consentito di ricostruire quanto accaduto nel cantiere forestale.

Dalle indagini è emerso un quadro particolarmente grave: l’area interessata dai lavori non sarebbe stata adeguatamente delimitata, non sarebbero stati installati cartelli idonei a segnalare il pericolo, il sentiero escursionistico non sarebbe stato interdetto al transito e non sarebbero state adottate misure sufficienti a evitare l’interferenza tra il cantiere e la viabilità pedonale.

Particolarmente significativo anche il capitolo relativo alla segnaletica. Secondo gli atti richiamati nel giudizio civile, alcuni cartelli sarebbero stati collocati soltanto dopo l’incidente, rappresentando una situazione di sicurezza diversa da quella esistente al momento della tragedia. Le dichiarazioni rese da alcuni addetti e le risultanze investigative hanno contribuito a chiarire tale circostanza, successivamente valutata anche dal giudice civile.

La consulenza tecnica ha inoltre evidenziato numerose criticità nella gestione del cantiere e nell’esecuzione dell’abbattimento dell’albero: mancata delimitazione dell’area, assenza di adeguata segnaletica, omessa vigilanza da parte dei soggetti preposti ed esecuzione dell’operazione di taglio senza verificare l’assenza di persone lungo la traiettoria di caduta. Agli addetti della forestale è stata contestata una condotta definita «sbrigativa, negligente, imperita e imprudente».

Nel giudizio civile il Tribunale di Palermo ha ritenuto fondate le domande proposte nei confronti dell’Assessorato regionale, riconoscendo la responsabilità dell’Amministrazione per le condotte dei propri dipendenti e preposti. La sentenza richiama il principio secondo cui la Pubblica amministrazione risponde civilmente dei danni cagionati a terzi quando la condotta illecita sia collegata, da un nesso di occasionalità necessaria, alle funzioni esercitate.

Il Tribunale ha inoltre escluso qualsiasi concorso di colpa della vittima e del marito, affermando che non può pretendersi da un escursionista medio la previsione del rischio di abbattimento di un albero di alto fusto lungo un sentiero non interdetto al pubblico transito».

«Questa sentenza – spiega l’avvocato Alessandro Palmigianoriconosce anzitutto la dignità della domanda di giustizia portata avanti dal marito, dal figlio e dalla sorella della signora Palmer dopo una vicenda umanamente dolorosissima. Si trattava di due “giovani” pensionati che venivano in Sicilia per godere delle sue bellezze e, per la negligenza di alcune persone, hanno avuto le vite distrutte. Non si trattava di un rischio imprevedibile o inevitabile: quando un sentiero è aperto al pubblico e, nello stesso tempo, in modo inaccettabile, vengono svolte attività pericolose come l’abbattimento di alberi, senza adeguati avvisi. La fruizione del patrimonio naturalistico, che rappresenta una ricchezza straordinaria della Sicilia, deve sempre essere accompagnata da presidi di sicurezza reali e non meramente formali. È una decisione importante non solo per i familiari della vittima ma anche per tutti i cittadini e i turisti che devono poter frequentare i luoghi pubblici in condizioni di sicurezza».