Inchiesta "Hydra"
La supercupola della mafia a Milano, a processo con 500 testimoni: si parte con il catanese Cerbo "Scarface"
Davanti ai giudici, boss e colonnelli della confederazione di Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra in Lombardia. La pm Cerreti: «Sentire il pentito in presenza»
Si comincia con il catanese William Cerbo "Scarface", uno degli uomini che rappresentava il clan Mazzei nel tavolo del consorzio delle mafie a Milano, già condannata nel processo abbreviato scaturito dall'inchiesta "Hydra". La federazione criminale - come ha dimostrato la maxi inchiesta delle Dda di Milano - comprendeva Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra. Sono 500 i testimoni, tra pentiti e testi assistiti, che saranno esaminati nel lungo dibattimento che si è instaurato all'aula bunker di San Vittore. A rappresentare l'accusa il procuratore Marcello Viola e i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane. Gli imputati sono 44, accusati a vario titolo di associazione mafiosa. Oggi il Tribunale di Milano, sciogliendo la riserva sulle richieste istruttorie formulate dalle parti, ha rinviato il processo al prossimo 9 luglio data in cui è prevista la testimonianza di Cerbo. La pm ha chiesto di sentire il pentito in presenza per poter valutare la piena attendibilità.
Il collegio ha ammesso tutti i testimoni indicati dall'accusa e dalle difese, nonché tutte le prove orali e documentali richieste. Ha inoltre disposto l'acquisizione delle annotazioni di polizia giudiziaria relative alle posizioni di Gioacchino Amico, Massimiliano Barbieri, Rosario Bonvissuto, Federica Buccafusca, Pietro Mannino, Dario Nicastro, Claudio Scotti e Lorenzo Suraci e una perizia per la trascrizione delle conversazioni intercettate indicate nell'elenco depositato il 18 giugno. I giudici invece hanno respinto la richiesta della Procura di acquisire le relazioni che sintetizzano le attività di osservazione, controllo e pedinamento svolte dalla polizia giudiziaria nel corso delle indagini.