Aci Catena
«Una crisi nata fuori dal Palazzo»
La storica mozione di sfiducia ha decretato anche lo scioglimento del Consiglio La sindaca Margherita Ferro domani terrà una conferenza stampa: «Il tempo mi darà ragione»
Il giorno dopo la sfiducia alla sindaca Margherita Ferro, a Palazzo di Città si consuma il consueto tran tran: la fila agli sportelli di front office, gli amministrativi che portano avanti la "macchina". Eppure, mercoledì sera, si era consumato un evento storico: il voto di sfiducia alla sindaca Margherita Ferro. Il "parlamentino" ha "licenziato" la "prima sindaca donna del Comune" elidendo anche sé stesso con 12 voti su 15 consiglieri: Giuseppe Murabito, Massimo Suaria, Pippo Sciacca, Carmela Sapuppo, Angela Marano, Giuseppe Aleo, Pippo Sorbello, Nando Sapuppo, Silvana Mauro, Saro La Rosa, Andrea Licciardello, Nello Cutuli. Appena 3 i no alla sfiducia dei consiglieri della Lega, cioè Orazio Martino Ferro, Rosario Sorbello e Angelo Grasso, che, durante la seduta d'aula, ha esposto un cartellone con la foto dei consiglieri dell'ex maggioranza, additati come "colpevoli" della crisi per aver abbandonato la prima cittadina nel giorno della adesione della Ferro alla Lega (partito sino quel giorno all'opposizione).
«Perché al la passaggio della Ferro alla Lega, siete scappati via?» rileva Grasso. Una sorta di domino, l'adesione, che ha provocato le dimissioni di 4 dei 5 assessori, il passaggio di 8 consiglieri dalla maggioranza alla minoranza e la presentazione (da parte di questi ultimi) della mozione, votata anche da chi, per conto di Fdi, era stato all'opposizione sin dal primo giorno: Angela Marano e Giuseppe Aleo. «Naufraga il progetto politico della sindaca e di quella maggioranza» chiosa Aleo. Gli ex consiglieri di maggioranza intervengono spiegando, analiticamente, che centra l'adesione della sindaca alla Lega, ma ancor più lo sfilacciamento del rapporto tra la Ferro e la maggioranza che accusa la sindaca di avere agito direttamente senza concertazione con la coalizione.
Margherita Ferro in aula ricorda invece come abbia seguito sempre la concertazione: trasparenza, legalità. Punta l'accento «sui continui cambi di assessore dettati dalla maggioranza. Il tempo darà le risposte. La crisi nasce fuori da queste stanze e questo la rende incoerente: avete firmato gli atti pubblici che di fatto vi hanno visto in Amministrazione, senza parlare del Consiglio che non ha avanzato proposte» dice ancora la Ferro che domani terrà una conferenza stampa.
Fuori dalle mura, la ormai ex sindaca incassa la fiducia della deputata Valeria Sodano, del sindaco di Aci Bonaccorsi, Vito Di Mauro («Forza Italia avrebbe voluto bloccare l'ingresso della Lega della Ferro») e del sindaco di Aci S. Antonio, Quintino Rocca («Il centrodestra siciliano non esiste più»). Sino all'arrivo del commissario designato, sarà l'assessore Enza Leonardi a guidare il Comune.