Il meeting
Intelligenza artificiale, ricerca e sanità, ecco la rivoluzione dell’“health-tech”
La trasformazione della sanità passa dalla capacità di mettere in rete competenze, ricerca e innovazione. È con questa consapevolezza che si è conclusa la seconda edizione di "Disruptive Innovation in Healthcare – Health-Tech Revolution", promossa dal Centro Studi Avanzato Ilhm (Innovation Leadership and Healthcare Management) dell'Università di Catania - la cui direttrice è la professoressa Elita Schillaci (nella foto)– che ieri ha riunito al Monastero dei Benedettini, oltre 130 autorevoli rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni, delle aziende sanitarie, della ricerca e dell'impresa.
L'iniziativa ha confermato il ruolo della Università di Catania quale luogo privilegiato di confronto sui grandi processi di innovazione che stanno ridefinendo il sistema salute, offrendo uno spazio di dialogo qualificato tra i principali attori dell'ecosistema sanitario nazionale.
Fulcro della giornata sono stati gli Health-Tech Speed Date, un format originale di Open Innovation ideato dal Centro Studi Ilhm, che attraverso dieci tavoli tematici ha favorito un confronto multidisciplinare orientato non solo all'analisi delle sfide emergenti, ma soprattutto alla costruzione di percorsi condivisi e di proposte operative.
Coordinate dai membri del comitato scientifico (Antonella Agodi UniCt, Elio Borgonovi Università Bocconi, Elita Schillaci UniCt, Mario Zappia UniCt) le attività hanno affrontato alcuni dei temi più strategici per il futuro dell’health-care: governance e sostenibilità dei sistemi sanitari, tele-health e nuovi modelli organizzativi, intelligenza artificiale e data science, medicina di precisione, farmaci innovativi, startup delle life sciences, medicina personalizzata e di genere, comunicazione e health literacy, prevenzione integrata e approccio One Health.
«Abbiamo creato un laboratorio, che ha fatto incontrare più di 130 grandi protagonisti tra clinici, accademici, imprenditori, rappresentanti della filiera della salute – ha affermato Elita Schillaci, direttrice del Centro studi avanzato Ilhm – Attraverso i tavoli operativi abbiamo creato intelligenza collettiva. È un momento particolarissimo in cui abbiamo bisogno di accelerare il processo di produzione della conoscenza nel settore health-care perché è un settore che sta vivendo delle trasformazioni incredibili e noi ci dobbiamo essere».
L'ampia partecipazione di professori universitari, direttori generali delle aziende sanitarie, rappresentanti delle istituzioni, ricercatori, professionisti della salute, imprese tecnologiche e startup ha confermato l'esigenza sempre più avvertita di costruire reti permanenti di collaborazione capaci di accelerare il trasferimento dell'innovazione nella pratica clinica e nei modelli organizzativi del Servizio sanitario. Particolare rilievo ha assunto il metodo di lavoro adottato durante l'iniziativa, fondato sull'interazione tra competenze multidisciplinari e sull'integrazione tra intelligenza umana e strumenti di intelligenza artificiale, con l'obiettivo di trasformare il confronto sviluppato durante la giornata in un patrimonio di conoscenze immediatamente fruibile e orientato alla definizione di future linee di sviluppo.