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Palermo

Figuccia jr. molla la circoscrizione e la Lega tende la mano a Cateno De Luca, parola d'ordine: "Decentramento"

Strappo nel consiglio della Quinta. Il fratello Vincenzo: «De Luca ha ragione, il centrodestra rifletta»

04 Luglio 2026, 06:30

Figuccia jr. molla la circoscrizione e la Lega tende la mano a Cateno De Luca, parola d'ordine: "Decentramento"

C’è la citazione sapida e strategicamente “colta” del nome di Cateno De Luca, nella nota che annuncia le dimissioni, in aperta rottura con la “sua” maggioranza, di Marco Figuccia dalla carica di consigliere di circoscrizione. La quinta, nido sicuro dell’intera dinastia dei Figuccia. Una, tre voci - la sua e quella dei fratelli Vincenzo, onorevole Ars, e Sabrina, capogruppo in consiglio comunale - per proclamare, non senza ardore polemico lo strappo definitivo, sebbene la nota sia firmata e diramata direttamente dal fratello maggiore. Si intrecciano ricami, sulla tela che nei giorni scorsi tra i rumors (smentiti dall’interessata quanto a coinvolgimento diretto) aveva registrato pure la teorica possibilità di un contatto tra la consigliera e il nuovo gruppo formato dal leader di Sud chiama Nord per la successione a Lagalla nel 2027, progetto illustrato solo due giorni fa da De Luca in Ars.

A domanda diretta, tanto Vincenzo quanto Sabrina escludono categoricamente ripensamenti sull’appartenenza leghista, che anzi dà man forte all’operazione politica che unisce il “micro” della circoscrizione dei veleni - la mozione di sfiducia promossa e respinta da Marco Figuccia in singolare tandem con Pd e Cinquestelle nei confronti del presidente forzista Andrea Aiello è di metà aprile - e “macro” della politica comunale e regionale. Ora la parola circoscrizione, pronunciata tante volte da De Luca in sala gialla, diventa la chiave per il messaggio dei Figuccia, mentre il nuovo mantra decentramento cresce sulle spoglie dell’antico grido di battaglia, federalismo. Un trampolino, una vertigine: il deputato scrive e poi conferma in viva voce di essere animato «da forte orgoglio e pieno sostegno per la scelta: quello di Marco è un caso raro di dignità e di assoluto non attaccamento alla poltrona. Le circoscrizioni sono state svuotate di poteri e ridotte a teatri di scontri politici distanti dai bisogni». Le motivazioni: «Il totale fallimento del decentramento amministrativo, mai realmente attuato - come ha ricordato in questi giorni anche l’amico Cateno De Luca, le cui parole pesano come un macigno - e la recente mozione di sfiducia presentata contro il presidente della stessa circoscrizione, maturata in quello che viene definito un clima di mala politica. Un segnale forte alle istituzioni cittadine: rimettere il proprio mandato per denunciare l’immobilismo e le logiche di palazzo che bloccano lo sviluppo dei quartieri». Miele o tirata di giacca per Cateno De Luca, che ha condizionato proprio alle politiche di decentramento e alla trasformazione delle circoscrizioni i dialoghi per le alleanze, lo dirà il tempo. Intanto Vincenzo, sulle affrettate voci che lo vorrebbero addirittura in lizza per Palazzo delle Aquile, ci ride su: «Sciocchezze», dice. Quindi, appello a De Luca o avviso al centrodestra? «Certamente - risponde - l’invito al centrodestra a riflettere su questi temi: basta poltronifici».

La sorella Sabrina definisce la scelta di Marco «una dichiarazione d’amore verso Palermo, mentre troppo spesso prevalgono logiche personali e attaccamento alle poltrone. Le circoscrizioni meritano molto più rispetto e attenzione, soprattutto quelle periferiche e più complesse, come la quinta. La decisione di Marco nasce anche dalla presa d’atto di una situazione ormai insostenibile sotto il profilo politico e amministrativo».