Barbera
Nuovo stadio: cambio di rotta sul parcheggio, terzo anello salvo, Casa Palermo perde metri. E il club rosanero pressa: "Tempi stretti"
Necessarie altre integrazioni sulla palazzina che soppianterà il “pallone” del ‘90, e su museo, area vip e megastore
Il terzo anello è salvo, il parcheggio nell’ex campo nomadi no. Casa Palermo da limare in altezza, oltre a supplementi di rilievi di carattere archeologico. Il tutto, mentre altre integrazioni sono attese e resta un soffio per non perdere capra e cavoli su Euro 2032, con conferenza decisoria da fare entro metà luglio. Il Palermo FC lo sa e pressa ufficialmente perché si faccia presto. Il parcheggio da 439 posti occuperà un’area dietro la curva Sud, all’opposto punto cardinale rispetto a quella precedentemente indicata, a un tiro di schioppo dal verde di viale Diana che avrebbe dovuto ospitare il progetto (abortito) della Grand Stand Arena. L’appezzamento alle spalle di circolo del tennis e bowling, praticamente. Il Palermo calcio lo ha capito con chiarezza, che insistere sulla variante “forzata” tramite verbale unanime in conferenza dei servizi, era vicolo cieco. E raccogliendo le carte della conferenza dei servizi, appunto, il cui invio è scaduto il 24 giugno, ha inoltrato la cospicua integrazione documentale richiesta dalla Cts regionale dopo il sopralluogo del 9 giugno.
Nodo terzo anello. La Cts non aveva espresso parere positivo su alcunché, passando praticamente la palla, come documentato da La Sicilia, nelle mani della Soprintendenza, che dopo il tormentone sulla condizione di “abusività” dell’anello e la prescrizione dell’obbligo di rimozione al termine del mondiale del 1990, non aveva mai espressamente acconsentito al mantenimento del manufatto. Lo fa en passant adesso, dando per scontato il mancato smantellamento. Giuliano scrive: «Secondo e terzo anello, mantenimento delle strutture metalliche esistenti, con previsione di interventi di consolidamento locale e ripristino, finalizzati a preservarne la funzionalità e la capacità portante». La soluzione risiederebbe in un altro parere, quello del capo area comunale dell’Urbanistica, Marco Ciralli, che evoca una sentenza del Tar: «Le opere furono realizzate con il parere della Soprintendenza condizionato all’eliminazione successivamente alla conclusione dei mondiali di calcio. Contro il parere il Comune ha presentato ricorso al Tar che con sentenza depositata il 27 marzo 2013 si è pronunciato annullando i provvedimenti impugnati».
La Soprintendenza indica altri temi sub iudice, su Casa Palermo, la palazzina che soppianterà il “pallone” del ‘90, e su museo, area vip e store: «Il fabbricato Casa Palermo dovrà essere modificato in altezza al fine di mitigare la volumetria, garantendo una migliore visuale dell’area a verde retrostante; la riserva idrica alle sue spalle, le aree parcheggio Vip e la regia mobile dovranno essere oggetto di un ulteriore approfondimento in sede esecutiva, valutando l’interramento; l’ingresso mega store e museo dovrà pure essere oggetto di un approfondimento».