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Il caso

Allarme Fentanyl: i rischi del mercato illecito e la stretta sui controlli dopo il furto di Roma

Il Ministero della Salute impone nuove regole per la custodia degli oppioidi, mentre l'Iss rassicura sulla tenuta del sistema nazionale di monitoraggio

03 Luglio 2026, 22:24

22:30

Allarme Fentanyl: i rischi del mercato illecito e la stretta sui controlli dopo il furto di Roma

L'eventuale immissione sul mercato nero di una droga estremamente potente come il fentanyl, un oppioide sintetico indispensabile in ambito medico ma dal potenziale di abuso devastante - 50 volte più potente dell'eroina - potrebbe avere conseguenze catastrofiche per la salute pubblica, alimentando rapidamente una spirale di dipendenze incontrollabili e un rischio altissimo di decessi per overdose. Esattamente come successo negli Stati Uniti d'America. È proprio per arginare alla radice il pericolo di una diffusione illecita di queste sostanze che il Ministero della Salute ha emanato una nuova e severa circolare, in risposta all'allarmante furto di ottanta fiale di fentanyl avvenuto presso l'ospedale Israelitico di Roma: potrebbero bastare per 20mila dosi.

Il documento istituzionale ricorda con fermezza che «i farmaci contenenti sostanze attive stupefacenti e psicotrope devono essere custoditi in armadio chiuso a chiave separati da altre sostanze», evidenziando come questa direttiva «rappresenta una misura di sicurezza per prevenire il rischio di abuso e la diffusione illegale di tali sostanze». La tracciabilità ospedaliera e farmaceutica deve essere assoluta: la giacenza fisica deve sempre corrispondere a quella teorica e le movimentazioni in entrata e uscita vanno registrate cronologicamente, intervenendo «tempestivamente o comunque entro le 48 ore dalla movimentazione».

A tal fine, il Ministero suggerisce esplicitamente che «sarebbe opportuno che il responsabile unico del controllo giacenze e stoccaggio fosse lo stesso che detiene le chiavi». Questa stretta si inserisce a pieno titolo nelle misure del Piano nazionale di prevenzione dello scorso marzo, che sottolineava già la necessità di «potenziare i controlli per evitare la diversione della sostanza per usi non sanitari», includendo tra le altre cose un decalogo comportamentale «cui si raccomanda le farmacie ad attenersi in presenza di prescrizioni contenenti Fentanyl o analoghi, benzodiazepine ecc. su ricetta cartacea». Nonostante l'inevitabile apprensione generata dall'ammanco romano, l'Istituto Superiore di Sanità invita alla lucidità e rassicura sulla solidità della rete di controllo.

Simona Pichini, direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Iss, ha descritto l'accaduto come «un episodio di particolare gravità», che richiede la massima attenzione da parte delle autorità competenti, precisando però senza mezzi termini che «si tratta di un evento grave, ma circoscritto, che non modifica il quadro complessivo della gestione e del controllo degli oppioidi ad uso medico nel nostro Paese». L'Iss riconosce l'indispensabilità clinica del farmaco nel trattamento del dolore severo oncologico e in anestesia, e chiarisce che il furto «conferma la necessità di mantenere elevato il livello di vigilanza, ma non indica un cambiamento dello scenario nazionale. Il fenomeno è costantemente attenzionato dalle istituzioni e, allo stato attuale, risulta monitorato e contenuto grazie alle misure di prevenzione e controllo già attive». Anche il presidente dell'Iss, Rocco Bellantone, ha confermato il massimo e continuo impegno delle istituzioni per collaborare trasversalmente e garantire una solida barriera contro l'uso improprio di questi medicinali, a totale tutela della salute pubblica.