In aggiornamento
Carcere di Enna, violenta protesta dei detenuti: da giorni telefonate bloccate, stamattina scoppia la rivolta
Circa un centinaio delle persone recluse all'interno della casa circondariale avrebbero preso possesso del vecchio padiglione, rompendo le telecamere di sorveglianza
Enna, casa circondariale “Luigi Bodenza”: una rivolta scoppiata nelle prime ore della giornata ha visto circa un centinaio di reclusi impadronirsi delle sezioni del vecchio padiglione, distruggere le telecamere di sorveglianza e appiccare incendi, mettendo a soqquadro l’istituto.
All’origine della protesta vi sarebbe il guasto alle centraline telefoniche provocato nei giorni scorsi da un fulmine, che ha impedito ai ristretti di effettuare le chiamate ai familiari. Benché il disservizio fosse stato ripristinato questa mattina, i detenuti hanno comunque dato il via alla sommossa.
La situazione resta tesa: secondo le ultime informazioni, circa 120 persone avrebbero il controllo dell’ala più datata del penitenziario. L’area è presidiata da carabinieri, polizia e guardia di finanza, mentre la polizia penitenziaria ha richiesto rinforzi da altri istituti, attesi a breve.
Non è casuale, sottolineano fonti sindacali, che l’episodio sia esploso di sabato, in piena estate, quando il piano ferie riduce ulteriormente la presenza del personale. Oggi, a fronte di circa 200 ristretti, sarebbero in servizio soltanto sei o sette agenti.
Sulle condizioni dell’istituto interviene Mimmo Nicotra, presidente nazionale della Confederazione sindacati polizia penitenziaria: «Da mesi denunciamo la grave carenza di personale nella casa circondariale Luigi Bodenza di Enna. Avevamo chiesto che i detenuti fossero sfollati per permettere la ristrutturazione del carcere che è vetusto. La propaganda del governo e del ministro Carlo Nordio si infrange con la realtà delle carceri italiane: 65mila detenuti stoccati dentro istituti che sono vere e proprie polveriere. A Enna i detenuti, invece di essere sfollati, sono stati trasferiti in altre sezioni dello stesso istituto. Ora la situazione è gravissima».
Il penitenziario era già finito sotto i riflettori circa un mese fa: poco prima di un doppio tentativo di evasione, le telecamere dell’aria passeggio risultarono distrutte, verosimilmente per consentire a due reclusi — poi denunciati per evasione — di recuperare una partita di droga nascosta oltre il muro che delimita l’area rispetto alla cinta esterna.
Al momento, il vecchio padiglione resta nelle mani dei rivoltosi, mentre proseguono le operazioni di contenimento e di messa in sicurezza da parte delle forze dell’ordine e del personale penitenziario.