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Impianti sportivi

Siracusa, la nuova stoccata di Stefano Barrera: «Senza una palestra, traditi dal Comune»

Le famiglie rimettono in piedi il Club Scherma Siracusa dopo il vuoto dell'amministrazione: l'ex campione del mondo denuncia lo stop al progetto con i Carabinieri

04 Luglio 2026, 14:39

14:40

Siracusa, la nuova stoccata di Stefano Barrera: «Senza una palestra, traditi dal Comune»

Per mesi hanno atteso una risposta, una sede alternativa, avanzato proposte e partecipato a incontri istituzionali. Ma, secondo il Club Scherma Siracusa, dall'amministrazione comunale non è mai arrivata una soluzione concreta.

Così la società, dopo essere stata costretta a lasciare la palestra della zona di viale Scala Greca a causa di problemi strutturali di parte dell'immobile, ha dovuto riorganizzarsi autonomamente. La prima ancora di salvezza è arrivata dalla disponibilità della CrossFit Siracusa, che ha ospitato temporaneamente gli allenamenti. Successivamente il club è riuscito a trovare una nuova sede, allestita grazie al contributo economico delle famiglie degli atleti, che hanno sostenuto direttamente le spese necessarie per rendere la struttura idonea alla pratica della scherma. Una vicenda che diventa oggi anche un duro atto d'accusa da parte di Stefano Barrera, uno dei più importanti schermidori espressi da Siracusa.

Campione del mondo a squadre nel 2008 e nel 2009, bronzo mondiale individuale nel 2006 e due volte campione italiano assoluto, Barrera parla apertamente di un rapporto ormai interrotto con Palazzo Vermexio. La delusione dell'ex azzurro (e del maestro Antonio Cannarella, fondatore e ad oggi presidente) nasce soprattutto dal mancato decollo di un progetto sociale sostenuto dall'Arma dei Carabinieri. L'iniziativa prevedeva la realizzazione, in un quartiere difficile della città, di un presidio fisso dei Carabinieri affiancato da una palestra destinata alle attività sportive e all'inclusione dei giovani, sul modello di Scampia. Secondo Barrera, dopo incontri, sopralluoghi e annunci da parte dell'Amministrazione comunale, il progetto si sarebbe definitivamente arenato.

«La frustrazione più grande è quella di essere stato sempre disponibile quando la mia città mi ha chiesto di metterci la faccia. Ogni volta che Siracusa aveva bisogno di promuovere lo sport o un'iniziativa sociale io c'ero. Oggi, invece, trovo porte chiuse». Il riferimento è ai rapporti con l'amministrazione comunale, che l'ex campione definisce ormai inesistenti.

«La delusione è totale. Con l'amministrazione comunale si sono persi completamente i contatti. Ci era stato garantito il massimo impegno, non solo dal sindaco Francesco Italia, ma anche dal capo di gabinetto Giuseppe Gibilisco. Alle parole, però, non sono mai seguiti i fatti». Per Barrera la vicenda rappresenta un esempio di come, a suo giudizio, lo sport venga sostenuto più nei discorsi che nelle scelte amministrative. «Ho la sensazione che si continui a dire che lo sport a Siracusa è per tutti, ma soltanto a parole. Quando c'è da dare una risposta concreta alle società che lavorano ogni giorno con i ragazzi, tutto si ferma». L'amarezza è ancora più forte perché le difficoltà del Club Scherma (che ha 57 anni di storia) sono esplose proprio nei mesi successivi alle Olimpiadi, periodo in cui normalmente cresce l'interesse verso la disciplina. «Noi, invece, ci siamo ritrovati senza una palestra, impegnati a cercare una sede invece di accogliere nuovi atleti».

Alla fine, la soluzione non è arrivata dalla politica ma dalle famiglie. Il Club Scherma Siracusa dispone oggi di una nuova palestra, realizzata senza contributi pubblici grazie all'impegno economico e al lavoro volontario dei genitori degli allievi, che hanno scelto di garantire un futuro alla società. Una vicenda che riaccende il dibattito sul sostegno allo sport di base e sul rapporto tra istituzioni e associazioni sportive del territorio.