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Tragedia sfiorata

Lo shock anafilattico di Aldo Montano riaccende l'allarme: autoiniettori di adrenalina nei luoghi pubblici

Il ricovero del campione del mondo di scherma accende i riflettori sulle allergie alimentari: occorrono anche formazione e leggi per prevenire tragedie

04 Luglio 2026, 17:10

17:11

Aldo Montano hospitalized for anaphylactic shock after a dinner in Rome: "I had warned, life hanging by a thread"

Il ricovero per shock anafilattico dell’olimpionico di scherma Aldo Montano ha riacceso un faro su un’emergenza che spesso resta nascosta tra le pieghe della cronaca quotidiana: le allergie alimentari, potenzialmente mortali, sono diffuse e troppo spesso sottovalutate. “Chi ne soffre deve avere con sé autoiniettori di adrenalina, che è il farmaco salvavita in questo caso, ed è importante che sappia utilizzarli. Questi dispositivi dovrebbero essere presenti nei luoghi pubblici”, avverte Mario Di Gioacchino, professore di allergologia e past president della SIAAIC, rilanciando la necessità di una cultura del rischio e di strumenti concreti di prevenzione.

Il caso Montano
Aldo Montano racconta su Instagram l’episodio vissuto dopo una cena in un ristorante romano: “Avevo avvisato”, scrive l’ex sciabolatore azzurro, che è allergico alla caseina. Nonostante l’attenzione riportata, Montano è stato colpito da uno shock anafilattico e ricoverato al pronto soccorso dell’Ospedale Santo Spirito. “Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo”, descrive l’atleta, ringraziando il personale sanitario per il rapido intervento.

Le dimensioni del problema
Secondo gli esperti citati dall’ANSA, in Italia si registrano “migliaia” di casi di anafilassi ogni anno: fortunatamente molti episodi vengono trattati in tempo, ma non tutti. Molte reazioni gravi non vengono diagnosticate perché il paziente arriva già in condizioni irreversibili in pronto soccorso. Solo alcuni casi, come quello del ragazzo di 16 anni morto a Casoria o della quindicenne Sofia, trovano spazio sui giornali; la maggior parte rimane invece sotto traccia.

Perché le allergie alimentari sono più pericolose delle intolleranze
Di Gioacchino sottolinea una differenza cruciale: a differenza delle intolleranze, le allergie alimentari non dipendono dalla dose dell’allergene. Una piccolissima traccia può scatenare una reazione fulminante. Per questo l’attenzione di chi prepara e serve il cibo — ristoratori, baristi, personale scolastico — non è soltanto cortesia, ma una responsabilità che può salvare una vita.

Autoiniettori di adrenalina: il “defibrillatore” delle allergie
L’appello degli specialisti è chiaro: diffondere la presenza di autoiniettori di adrenalina nei luoghi pubblici, così come è avvenuto per i defibrillatori cardiaci. Non basta solo dotare gli spazi di dispositivi: è fondamentale anche formare il personale — ristoratori, insegnanti, responsabili di impianti sportivi — a riconoscere i segnali di anafilassi e a usare correttamente gli autoiniettori. Progetti pilota e corsi già avviati in alcune realtà dimostrano che una formazione mirata può ridurre i tempi di intervento e migliorare gli esiti clinici.

La proposta politica: un gruppo interparlamentare
Dalla crescente consapevolezza nasce il gruppo interparlamentare per le allergie alimentari, che ha come obiettivo l’elaborazione di una legge nazionale per diffondere autoiniettori nei luoghi pubblici e promuovere la formazione obbligatoria per il personale di ristorazione e scuole. Una norma del genere metterebbe in campo strumenti pratici per prevenire tragedie evitabili e uniformerebbe su tutto il territorio nazionale protocolli oggi disomogenei.

Diagnostica e prevenzione: cosa manca
Gli allergologi denunciano anche un altro gap: la diagnostica molecolare, che permette di identificare con precisione le proteine responsabili delle reazioni allergiche, è oggi disponibile in modo limitato all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e solo in alcune regioni. Estendere l’accesso a questi esami migliorerebbe la personalizzazione delle terapie e la prevenzione delle reazioni crociate — il fenomeno per cui un individuo allergico a una proteina può reagire anche ad altre proteine correlate.

Cosa possono fare le persone a rischio (e chi li circonda)

- Portare sempre con sé l’autoiniettore di adrenalina prescritto e controllarne la scadenza.

- Imparare (e insegnare ai familiari/compagni) come si usa l’autoiniettore: pochi minuti possono fare la differenza.

- Segnalare chiaramente l’allergia quando si è in un ristorante o in una mensa; chiedere procedure di preparazione e separazione degli alimenti.

- Per i genitori e per chi lavora con i bambini: predisporre piani di emergenza individualizzati (PAI) e formare il personale scolastico.

- Per le istituzioni: promuovere campagne di informazione, corsi obbligatori per ristoratori e diffusione di autoiniettori in spazi pubblici.

Conclusione
Il ricovero di Aldo Montano è un campanello d’allarme che torna a ricordarci quanto le allergie alimentari possano essere letali e quanto sia urgente una risposta collettiva — sanitaria, legislativa e culturale. “Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità”, scrive l’olimpionico. Un messaggio che vale per tutti: istituzioni, operatori del cibo, scuole e singoli cittadini. Perché, come sottolineano gli esperti, tra una cena e una tragedia può esserci solo un errore: prevenirlo è un dovere pubblico.