Oasi del Simeto
Catania, il giallo delle acque del Buttaceto: le analisi della Sidra sono pulite, ma in quelle dei cittadini troppi batteri
Non sono mai stati inviati all'Istituto zooprofilattico per essere analizzati, invece, i pesci morti in gran quantità a giugno: chi ha fatto i sopralluoghi, non li ha trovati
Il “caso Buttaceto”, cioè la moria di pesci di metà giugno all'Oasi del Simeto di cui avevamo dato notizia documentata con foto e testimonianze dirette, ora rischia di diventare un doppio giallo: dal clamoroso dietrofront sulle analisi sui pesci morti ai risultati esplosivi delle analisi delle acque alla foce fatte effettuare dal comitato Primosole Beach che hanno rilevato elevati valori di coliformi ed enterococchi, tuttavia non in grado di uccidere la fauna. Dunque, chi e con cosa avvelena davvero il Buttaceto?
Partiamo dai pesci morti, «che, a differenza di quanto avevo dichiarato, non erano stati trovati» ha precisato ieri a La Sicilia Alessandro Campisi, consigliere delegato alle Aree protette di Città metropolitana. Dunque niente pesci, niente analisi da parte dell'Istituto Zooprofilattico. «Il direttore dell'Oasi Umberto Troja me lo ha confermato – ha proseguito – nei due sopralluoghi effettuati non ne erano stati trovati. Le ricognizioni sono continue, in caso di ritrovamenti verranno analizzati di certo».
In attesa delle analisi delle acque prelevate nell'immediato, queste sì, alla foce del canale come richiesto dalla Città metropolitana all’Arpa con esiti attesi per oggi, è stata la Sidra ad avere aggiornato la pubblicazione delle analisi dell'acqua in uscita dal depuratore di Pantano d'Arci, che risulta sempre perfetta.
Nell'ultimo rapporto pubblicato sul sito internet della Sidra, riferito a campioni prelevati lo scorso 27 maggio, l'acqua risulta infatti incolore, ph 8 (deve rientrare tra 5,5 e 9,5), temperatura di 21 gradi (non deve superare i 30 gradi), 494 mg/l di solidi sospesi totali (valore limite 500). Anche i parametri per determinare il carico inquinante delle acque reflue sono ampiamente nei limiti: 108 mg/l per il BOD5 (limite 460), 259 mg/l per il COD (limite 900), 11 mg/l di azoto (limite 60), 14 mg/l di azoto ammoniacale (max 40), 1,2 mg/l di fosforo (max 20), 2 mg/l di tensioattivi anionici (max 10), 28 mg/l di grassi animali e vegetali e 0,71 mg/l di idrocarburi.
Veniamo alle analisi ordinate dal Comitato Primosole Beach, su prelievi di acqua di mare del 18 giugno: alla foce sono stati rilevati 210 Ufc/100 ml di Escherichia coli (il limite per le acque di balneazione è 500), 400 Ufc/100 ml di Enterococchi, praticamente il doppio del limite fissato a 200, 10.410 Ufc/100 ml di coliformi totali e 90 Ufc/250 ml di Pseudomonas aeruginosa, batterio che provoca infezioni urinarie, cutanee e auricolari. Segnali di scarichi di reflui civili anomali.
«Posto che l'acqua depurata da Pantano d'Arci sia ottimale – ha commentato l'ingegnere Mauro Pulvirenti del Comitato – a maggior ragione sembra uno spreco riversarla in mare piuttosto che riutilizzarla, previ ulteriori trattamenti, magari a favore dell'agricoltura nella Piana completando e attivando finalmente la condotta di riuso che arriva alla vasca di Lentini. La domanda ora è: chi dovrebbe seriamente controllare cosa accade lungo il tragitto del canale fino a mare, identificando e sanzionando scarichi anomali? Forse le guardie dell'Oasi? Il canale così inquina pure le falde e i laghetti dell'Oasi, con ricadute inevitabili sulla fauna».

