associazioni
A 42 anni è al vertice della Piccola Industria: Paterna, «Tante sfide, ascolteremo le imprese»
Il passaggio generazionale in Sicindustria Palermo
Dare il giusto valore alle Pmi e sostegno nelle sfide quotidiane che si trovano ad affrontare, in vista di un cambio generazionale «che non è mai semplice». Giuseppe Paterna traccia la rotta al timone della Piccola industria di Sicindustria Palermo, di cui è stato appena eletto presidente fino al 2030, consapevole del grande lavoro da fare per aiutare le aziende siciliane. L’imprenditore, appena 42enne, terza generazione alla guida di Fortezzza, specializzata nella progettazione e realizzazione di infissi e complementi di arredo, conosce bene il tema del passaggio delle aziende da padre in figlio. «I problemi sono molteplici e sono quelli del caro delle bollette, dell'internalizzazione, dei processi, delle filiere, delle autonomie, dell'accesso al credito…chi più ne ha più ne metta».
A Palermo non mancano i settori in difficoltà, soprattutto a causa del caro energia, e neanche quelli che vanno regolamentati come il turismo, ma per tutti la ricetta è innanzitutto l’ascolto.
«Torneremo a fare una cosa scontata ma che a Palermo non si fa da tempo: ascoltare le imprese, le loro esigenze, le loro richieste e soprattutto le loro proposte, perché un'associazione è fatta di associati, quindi è giusto dare spazio alla voce di tutti e poi capire su cosa intervenire».
Tra le sfide che le pmi siciliane devono superare rientra anche la rivoluzione dell’Intelligenza artificiale, per la quale non sembrano essere preparate.
«Entro un anno avverrà un cambio generazionale che riguarderà quasi l'80 per cento delle piccole e medie imprese. Questo vuol dire che ci sarà un cambio al timone che porterà necessariamente a uno sguardo verso queste nuove tecnologie».
Secondo lei le imprese sono già pronte per affrontare questo cambiamento epocale?
«Quanto siano pronte non lo so, ma ritengo che questo sia uno dei tanti argomenti nei quali dovrei battere e lavorare, perché l'intelligenza artificiale è ormai una realtà, ma le Pmi ancora non utilizzano per niente questo tipo di tecnologie».
In cosa consiste l’importanza delle piccole e medie imprese nel territorio di Palermo e provincia?
«Una Pmi per il tessuto economico sociale di questo territorio è un granello importante perché porta un valore aggiunto. Io non devo necessariamente trasferirla al mio diretto discendente, ma a chi ha la reale volontà e capacità di poter portare avanti quell’azienda».
C’è poi il tema delle condizioni necessarie ad attrarre giovani imprenditori e investitori. E magari a non fare andare via chi c’è già. Come si fa?
«Bisogna avere tempi certi e leggi che non possono cambiare a secondo di come cambia il vento. E bisogna rafforzare la cultura di impresa e la collaborazione con le scuole per rispondere alla carenza di profili tecnici».
Questo è un altro aspetto: quanto è importante il rapporto tra scuola, formazione e impresa?
«Per noi, il rafforzamento del legame fra la scuola e l'industria è un compito che assolutamente vogliamo portare avanti, quindi ci saranno tutta una serie di iniziative di attività e interlocuzioni con gli Its e con i licei per provare a far capire che l’industria c’è, si può fare e funziona. E anche con l'università per provare a istituire corsi settoriali dove le aziende possano direttamente attingere a lavoratori specializzati».