La storia
«Comandante, 71 tunisini vogliono parlare con lei»: il racconto del primo “storico” sbarco del 1992
Il comandante della stazione dei carabinieri di Lampedusa era Elio Desiderio: «Nessuna sapeva che eravamo davanti un evento epocale. E tra gli isolani scattò subito una gara di solidarietà"
«Comandante, ci sono 71 tunisini che vogliono parlare con lei» gracchiò la radio della della stazione dei carabinieri con il piantone che avvertiva, appunto, il comandante. E lui, il più alto in grado dentro l’Arma sull’Isola, preso alla sprovvista rispose: «E che vogliono?». Era la fine di settembre del 1992 e l’allora maresciallo Elio Desiderio, oggi 62 anni, non poteva immaginare che si sarebbe trovato a gestire il primo sbarco di massa a Lampedusa. L’inizio di una lunga serie caratterizzata da accoglienza, solidarietà, tragedie e speculazioni di chi sulla pelle dei migranti ha costruito carriere e consenso.
«Quella sera ero nel mio alloggio – ha raccontato a distanza di quasi 34 anni Elio Desiderio, salernitano d’origine ma ormai lampedusano a tutti gli effetti – e alla radio mi chiamò il militare di guardia. All’inizio non avevo capito che cosa volesse esattamente dire quando mi stava avvertendo che c’erano 71 tunisini che volevano parlare con me». Desiderio non è più un carabiniere, ma a Lampedusa è una “autorità”: è stato anche comandante dei vigili urbani perché non si poteva fare il concorso, alle Pelagie ha trovato l’amore di Maria Grazia, la donna diventata sua moglie e che gli ha dato Anna e Francesco, e quindi è rimasto qui. Oggi fa il giornalista – ha fondato insieme a Tony Colapinto lampedusaindueminuti.it che conta migliaia di follower sui social e che racconta tutto quel che accade nell’isola dove la rete web è lentissima e dove i quotidiani non arrivano – ed è il punto di riferimento per chi vuole capire più a fondo l’isola.
«Quando il piantone mi disse dei tunisini davanti la caserma – ha raccontato Desiderio – ci sono ovviamente andato subito. Ma ancora non potevamo capire che cosa sarebbe accaduto da lì in avanti. A Lampedusa ogni tanto i pescatori sbarcavano due o tre persone soccorse in mare perché abbandonate dai tunisini. Ma 71 tutti insieme mai, era la prima volta». A quel punto, non essendoci sull’isola nessuna struttura di accoglienza, fu Lampedusa a mostrare un grande cuore: «La gente - ricorda Desiderio – cominciò a portare loro cibo e vestiti in attesa che da Roma arrivasse una soluzione ad un problema che all’epoca era del tutto nuovo e che forse nessuno immaginava fosse solo il preludio di un fenomeno epocale».