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Le storie

Passeggeri Ryanair dirottati a Trapani dormono in aeroporto: «Abbandonati dalla compagnia, tornare a Catania un incubo»

La chiusura dello scalo catanese a causa dell'eruzione dell'Etna ha fatto sì che migliaia di passeggeri si trovassero in scali diversi da quello di destinazione

06 Luglio 2026, 10:27

11:00

Passeggeri Ryanair dirottati a Trapani dormono in aeroporto: «Abbandonati dalla compagnia, tornare a Catania un incubo»

Quando, intorno alle sei di questa mattina, sono arrivati alla spicciolata gli autobus promessi qualcuno ha cominciato a tirare un sospiro di sollievo. Certo, dall'aeroporto di Trapani Birgi a quello di Catania c'è, di mezzo, tutta la Sicilia da percorrere in autostrada. Ma meglio di quello che è successo stanotte: nello scalo trapanese centinaia di passeggeri di voli Ryanair sono rimasti a dormire per terra, sulle poltrone, cercando riparo nelle coperte termiche consegnate dalla Protezione civile e ristoro nelle bottigliette d'acqua distribuite. «Mentre nessuna informazione arrivava dalla compagnia aerea», raccontano alcuni testimoni raggiunti al telefono da La Sicilia.

«Sarei dovuto rientrare da Bucarest via Malta a Catania» - racconta Massimo Scapellato, in viaggio per lavoro - ma il volo ieri sera è stato dirottato a Trapani. Non solo il mio volo, ma anche altri per un totale di quasi 1.400 persone. Due autobus sono stati fatti partire più o meno subito, altri otto, su 12 annunciati, sono arrivati solo stamattina. Abbiamo trascorso la notte in aeroporto, senza alcuna assistenza se non una bottiglietta d'acqua e qualche copertina termica messa a disposizione dal punto di primo soccorso. Adesso io mi chiedo com’è possibile che nel 2026, parliamo di tecnologia e green, la gente sia trattata come carne da macello e debba fare i conti con una situazione così. Per poco non c’è scappata la rissa, perché la gente era esasperata e se l’è presa anche con la polizia.

Testimonianza del tutto simile arriva da Massimiliano Lena che, con la moglie, sarebbe dovuto partire da Venezia ieri sera intorno alle 21 per tornare, anche lui, nel capoluogo etneo. «Avevamo accompagnato mia figlia e una sua compagna a un allenamento della Federazione di Ginnastica artistica vicino Belluno e saremmo dovuti tornare ieri», spiega Lena. Mentre parla al telefono, questa mattina, si trova nel parcheggio di una stazione di servizio nel Palermitano. Una sosta fatta dagli autobus prima di ricominciare la traversata. «Sapevamo dell'eruzione e già al nostro arrivo in aeroporto, a Venezia, il personale di terra ci ha avvisati che il volo sarebbe stato probabilmente dirottato a Palermo».

Il volo parte comunque in ritardo: previsto alle 21,05, programmato alle 21,43, poi effettivamente decollato intorno alle 22,30. Durante il viaggio viene comunicato ai passeggeri che non sarebbero atterrati a Palermo, bensì a Trapani e che la compagnia aveva già predisposto degli autobus per il trasferimento a Fontanarossa. Soltanto che, arrivati a Birgi, la situazione è quasi incontrollabile: ci sono centinaia di passeggeri di molti voli in attesa tutti di prendere autobus che si rivelano insufficienti. Alle 00,21 un messaggio di Ryanair informa Lena e gli altri passeggeri del suo volo che «sono stati organizzati degli autobus per accompagnarvi alla vostra destinazione finale. Gli autobus arriveranno alle 6 ora locale. I nostri agenti vi indicheranno il punto di prelievo».

Da quel momento in poi, dove già la situazione era difficile, diventa quasi fuori controllo. «So di persone, già stremate dalle molte ore di attesa per i ritardi negli aeroporti di provenienza, che hanno chiamato un taxi, pagato un albergo e sono rimaste a dormire a Palermo, organizzandosi autonomamente. C'era un altro passeggero che ha chiamato il figlio, da Catania, affinché arrivasse a prenderlo a Palermo perché stamattina aveva un appuntamento importante proprio nel capoluogo etneo», continua ancora il cittadino. «Ho chiamato la Protezione civile regionale, ho spiegato la situazione. Sono arrivati intorno all'una con coperte termiche e acqua. Poi sono arrivate anche tre ambulanze, soprattutto per chi aveva bisogno dell'insulina».

Chi resta in aeroporto a dormire si arrangia come può. Sulle poltrone, a terra. Durante la notte, alla spicciolata, comincia ad arrivare qualche autobus che trasferisce verso il capoluogo etneo chi era in attesa a Birgi da più tempo. «Ma il grosso è arrivato tutto alle 6 di stamattina», prosegue Massimiliano Lena. Una soluzione migliore, secondo lui, «anziché ammassarci tutti all'aeroporto di Trapani, sarebbe stata di non farci partire e basta: come fanno tutte le compagnie aeree del mondo. Ci lasciavano a Venezia, o a Malta, o a Roma, ci pagavano una notte in albergo e poi ripartivamo col volo riprogrammato. Va bene che Ryanair è una compagnia low cost, ma questo non può significare lasciare le persone in condizioni non dignitose».

Nel disastro generale, una nota positiva: «Il personale di terra dell'aeroporto di Trapani ha fatto il possibile per darci notizie, quando ne aveva. E, considerata la notte di centinaia di persone in aeroporto, le pulizie dei servizi igienici e dei cestini sono state continue. In mezzo a questo disastro, le note positive vanno segnalate», conclude Lena.