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la sentenza

Trapani, il campione olimpico Pizzolato e altri tre amici condannati per violenza sessuale

I fatti sono avvenuti in una casa vacanza, la vittima finlandese si è costituita parte civile. La difesa annuncia ricorso

06 Luglio 2026, 16:42

Trapani, il campione olimpico Pizzolato e altri tre amici condannati per violenza sessuale

Il Tribunale di Trapani ha condannato in primo grado quattro imputati per violenza sessuale in relazione a fatti avvenuti nel luglio 2022 in una casa vacanze della città.

Tra i riconosciuti colpevoli figura Antonino Pizzolato, atleta originario del Trapanese e medaglia di bronzo nel sollevamento pesi alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e Parigi 2024.

Il collegio, presieduto da Franco Messina, ha inflitto a ciascuno la pena di 5 anni e 4 mesi di reclusione.

Oltre a Pizzolato, sono stati condannati Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì.

Secondo l’impostazione accusatoria, l’episodio sarebbe maturato al termine di una serata trascorsa da una giovane turista finlandese, poi costituitasi parte civile, insieme alle amiche e al gruppo degli imputati.

La donna denunciò i fatti ai carabinieri la mattina successiva.

In aula, la pubblica accusa ha sostenuto che non fosse emerso alcun elemento idoneo a comprovare un consenso da parte della presunta vittima.

Il pubblico ministero aveva chiesto per tutti una condanna a dieci anni.

La difesa degli imputati ha proposto una ricostruzione alternativa dei fatti.

Trattandosi di una sentenza di primo grado, il procedimento resta aperto ai successivi gradi di giudizio: i legali attendono il deposito delle motivazioni e hanno annunciato ricorso in appello.

La sentenza del Tribunale di Trapani rappresenta un passaggio importante in una vicenda dolorosa e delicata”, afferma l’avvocato della parte civile, Nicola Pellegrino.

“È una decisione che accogliamo con rispetto e con profonda soddisfazione, perché restituisce centralità alla voce della persona offesa, al suo dolore, alla sua dignità e al coraggio con cui ha affrontato il processo”.

E aggiunge: “In casi come questo non esistono vittorie piene, resta la sofferenza di chi ha subito, ma oggi lo Stato ha dato una risposta chiara”.

Pellegrino precisa inoltre che la difesa della parte civile attenderà le motivazioni “per ogni ulteriore valutazione” e continuerà a seguire la vicenda “con rigore, attenzione e determinazione”.