tifo e malavita
Patto tra ultras con il placet della 'ndrangheta, le accuse del pentito Ferdico
Nei verbali l'ex capo della Curva Nord indica Rosario Trimboli come l'uomo che avrebbe autorizzato l'accordo
Sarebbe stato Rosario Trimboli, ritenuto dagli investigatori un presunto narcotrafficante internazionale con legami con la 'ndrangheta, a dare il via libera all'accordo tra i vertici delle curve di Inter e Milan in vista della semifinale di Champions League del 2023. È quanto emerge dai verbali resi da Marco Ferdico, ex capo della Curva Nord interista, che dopo tre interrogatori svolti tra il 30 maggio e il 22 giugno ha deciso di collaborare con la giustizia.
Davanti ai pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Milano Paolo Storari e Stefano Ammendola e al magistrato della Direzione nazionale antimafia Giovanni Musarò, Ferdico ha raccontato che l'intesa prevedeva una spartizione degli incassi nel caso in cui una delle due squadre avesse raggiunto la finale di Champions. «Chiunque fosse andato in finale avrebbe dato il 30 per cento dell'incasso all'altro», ha dichiarato.
Secondo il collaboratore, a discutere dell'accordo furono lui stesso, Antonio Bellocco – esponente della Curva Nord e appartenente all'omonimo clan di 'ndrangheta, ucciso nel 2024 da Andrea Beretta – e Matteo Norrito, anche lui arrestato nell'inchiesta "Doppia curva". In un primo momento il capo della Curva Sud milanista, Luca Lucci, non avrebbe dato una risposta. La decisione sarebbe arrivata solo dopo aver consultato Rosario "Sarino" Trimboli.
Ferdico ha riferito che, una volta ottenuto l'assenso, Bellocco ricevette un messaggio: «Ti saluta il compare, dice che va bene, se non piove pioviggina», frase che, secondo il pentito, sanciva il via libera all'intesa.
Nei verbali depositati agli atti dell'inchiesta emergono anche nuovi particolari sull'omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo della Curva Nord interista assassinato nel 2022, procedimento per il quale Andrea Beretta, lo stesso Ferdico e altri imputati sono attualmente a processo davanti alla Corte d'Assise.
L'ex leader ultras ha inoltre dichiarato che Beretta sosteneva di godere della «protezione» di «un politico di estrema destra», soprannominato «il principe», che Ferdico ha identificato in Matteo Costacurta. Lo stesso collaboratore ha aggiunto di sapere che Costacurta è stato arrestato per svariati tentati omicidi e ha riferito di presunti legami avuti in passato con Fabrizio Piscitelli, detto "Diabolik", storico capo ultras della Lazio ucciso a Roma nel 2019.
Le dichiarazioni di Ferdico sono ora al vaglio della magistratura e, come avviene in questi casi, dovranno essere riscontrate attraverso ulteriori elementi investigativi prima di poter trovare eventuale conferma sul piano processuale.