Comune di Palermo
Aumenta il gradimento per il sindaco Lagalla, dalla posizione 97 alle 73: il plauso della maggioranza, per l'opposizione è "propaganda"
I dati di Governance Poll, sondaggio annuale del Sole 24 ore
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, scala la classifica del gradimento dei sindaci e dal 97esimo posto dello scorso anno si piazza al 73esimo del 2026, guadagnando 11 punti in un anno. Lo rileva la nuova edizione del Governance Poll, il censimento annuale sul consenso dei sindaci e dei presidenti di Regione realizzato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, ieri in edicola con il quotidiano. Il Governance Poll 2026 non rappresenta una simulazione elettorale, ma misura il rapporto tra sindaci e cittadini, influenzato da scelte amministrative, capacità comunicativa e condizioni socioeconomiche locali. Accolgo con piacere questo dato - scrive in una nota Lagalla - non come un punto di arrivo, ma come un incoraggiamento a proseguire con ancora maggiore determinazione nel lavoro che, insieme alla coalizione che sostiene questa amministrazione, stiamo portando avanti per Palermo. Credo che molti palermitani abbiano ben chiaro quale fosse la situazione della città quattro anni fa e quanto complesso sia stato il percorso avviato per restituire efficienza ai servizi.
Il significativo balzo in avanti del sindaco Roberto Lagalla nella classifica di gradimento pubblicata oggi da Il Sole 24 Ore rappresenta un segnale chiaro: i palermitani stanno riconoscendo il grande lavoro che questa amministrazione sta portando avanti per restituire dignità e prospettive alla città. Si tratta di un risultato che assume un valore ancora maggiore se si guarda da dove siamo partiti. Nel 2022 il sindaco Lagalla ha trovato una città in condizioni di grave dissesto funzionale, con servizi in forte sofferenza, conti complessi e perfino l'emergenza delle oltre 1.500 bare insepolte al cimitero, simbolo di una macchina amministrativa ormai al collasso. Lo dicono i consiglieri comunali del gruppo «Lavoriamo per Palermo - Grande Sicilia» Dario Chinnici, Antonino Abbate, Leonardo Canto, Fabrizio Ferrandelli e Ottavio Zacco. Grazie all’impegno del sindaco Lagalla e della coalizione che lo sostiene - aggiungono - Palermo sta però tornando ad essere una città più attrattiva, come dimostrano anche i dati positivi sul turismo. Sono sotto gli occhi di tutti i numerosi cantieri aperti sulle strade e sul patrimonio comunale, gli interventi di riqualificazione in tante aree della città, gli investimenti sulle infrastrutture strategiche come il raddoppio del Ponte Corleone, il percorso di restituzione alla città dei grandi impianti sportivi e il grande lavoro sui cimiteri. Opere che inevitabilmente comportano anche disagi temporanei, ma che rappresentano investimenti sul futuro di Palermo. Risultati che smentiscono puntualmente le Cassandre dell’opposizione, così come coloro che, pur avendo lasciato una città allo sbando, oggi provano a fare dimenticare i propri errori.
“Dalla classifica de Il Sole 24 Ore, che registra una crescita del gradimento nei confronti del sindaco Roberto Lagalla, emerge chiaramente che il lavoro portato avanti in questi anni ha dato i suoi frutti”, dichiara il segretario cittadino di Fratelli d'Italia, Antonio Rini. “I risultati raggiunti da questa amministrazione in quattro anni sono sotto gli occhi di tutti: strade asfaltate, conti in ordine, servizi più efficienti per i cittadini e protagonismo sulla scena nazionale sui grandi eventi culturali. Questo risultato premia una squadra di governo che ha scelto di affrontare con serietà e concretezza le criticità ereditate, lavorando ogni giorno per restituire decoro, efficienza e credibilità a Palermo. Siamo consapevoli che resta ancora tanto da fare, ma la strada intrapresa è quella giusta. Continueremo a lavorare per migliorare ancora la qualità dei servizi, la vivibilità dei quartieri e le opportunità di sviluppo economico e sociale”.
"Passare dall’ultimo posto alla 73° posizione nella classifica del Governance Poll non rappresenta un traguardo, ma la conferma di un fallimento strutturale. Se nelle prossime ore questo risultato verrà presentato come un successo, si tratterà dell’ennesimo tentativo di nascondere la realtà dietro la propaganda. I numeri e, soprattutto, i fatti restituiscono l’immagine di una città che continua a vivere una condizione di profondo disagio. Una posizione in più o in meno in classifica non cambia la quotidianità dei palermitani. Lo dicono i consiglieri e le consigliere del Partito Democratico, Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi, del Movimento 5 Stelle, Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli, di AVS, Giambrone e Mangano, di Oso Controcorrente, Argiroffi e Forello, del Gruppo Misto Giaconia, Progetto Civico Italia Carmelo Miceli in merito alla classifica Governance Poll, il censimento annuale sul consenso ai sindaci da parte dei propri cittadini realizzato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore. Palermo resta soffocata da emergenze ormai croniche: rifiuti ovunque, malamovida fuori controllo, violenza urbana, interi quartieri al buio, progettazione inadeguata, finanziamenti e occasioni perdute, cantieri disorganizzati che non rispettano mai i cronoprogrammi e un traffico sempre più insostenibile. A questo si aggiungono il caos delle piste ciclabili, che vengono realizzate, modificate o rimosse nel giro di pochi giorni, e un piano di diserbo dimostratosi del tutto inefficace che, con le temperature elevate di queste settimane, rischia persino di aumentare il pericolo di incendi. A quasi cinque anni dall’insediamento dell’amministrazione Lagalla - concludono - il bilancio complessivo descrive una città in grave difficoltà organizzativa e culturale. Le aziende partecipate continuano a essere gravate da pesanti criticità gestionali, mentre temi di civiltà, come il benessere animale o il regolamento per la gestione dei rifiuti, vengono proclamati ma non tradotti in scelte concrete. Ancora più preoccupante è l'immagine di un sindaco che appare incapace di decidere autonomamente, ostaggio degli equilibri dei partiti e della propria maggioranza. Emblematica è l’assenza, a distanza di mesi, della nomina del vicesindaco, ancora subordinata a logiche politiche anziché alle esigenze della città".