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«Dovete tutti avere paura»: da Zen a Borgo Nuovo, la nuova moda sui social delle false divise e delle pose da gangster
L'uso di IA per sbeffeggiare gli uomini delle forze dell'ordine
Minacciano incursioni nei quartieri periferici e pubblicano sui social immagini in cui appaiono travestiti da agenti delle forze dell’ordine, accompagnate da frasi dal tono provocatorio e in maniera indiretta, anche di scherno. È questo il trend che negli ultimi tempi si sta diffondendo sempre più su gran parte delle piattaforme social, dove giovani si improvvisano soprattutto carabinieri utilizzando fotografie modificate con l’intelligenza artificiale. Una moda che, in breve tempo, si è diffusa in diversi quartieri del capoluogo, dallo Zen a Falsomiele, passando per Uditore e Borgo Nuovo.
È tra i casermoni del quartiere San Filippo Neri che uno dei protagonisti del trend si immortala in uniforme, pubblicando lo scatto con la parola “pentito” in descrizione. A completare il post, frasi dai toni provocatori: «Sono io quello che comanda tutta Palermo. Girando per le zone trovo strade deserte: sto salvando lo Zen. Brutti scafazzati, dovete tremare e avere paura», si legge.
Nei post i protagonisti si improvvisano il più delle volte carabinieri: divise apparentemente autentiche, moto di servizio, pose studiate per simulare operazioni sul campo. A corredo, testi che parlano di inseguimenti a tutta velocità, controlli notturni e presunti interventi eseguiti nei quartieri difficili della città: «Domani blitz allo Zen, non scappate perché vi recupero ad uno ad uno», scrive un altro.
È proprio sui social che si intensifica il fenomeno degli “influencer del crimine”, vetrine attraverso cui i giovani esibiscono la loro identità, sbeffeggiando le forze di polizia da un lato e cercando consenso dall’altro: «Fare il pentito è stata la mia scelta di vita e chi prova a giudicarmi avrà le sue conseguenze», con in sottofondo la voce di Totò Riina durante un’udienza in tribunale.
Qualche giorno fa un palermitano che abita nelle Marche ha organizzato una rapina sui social tentando di «arruolare» complici attraverso le piattaforme.
a.f.