Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
7 luglio 2026 - Aggiornato alle 07:00
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il report

Qualità dei servizi, gli uffici del Comune di Palermo si danno le pagelle: tutti promossi o non classificati

Le autovalutazioni sulle prestazioni svolte dall'amministrazione

07 Luglio 2026, 07:00

Qualità dei servizi, gli uffici del Comune di Palermo si danno le pagelle: tutti promossi o non classificati

Un Comune che vede sé stesso andare a due velocità, con servizi che riescono a raggiungere il cento per cento dei propri obiettivi e altri che invece proprio non ci riescono, di solito per mancanza di fondi. In mezzo, qualche buco nero su cui non si dispongono dati. Come ogni anno la giunta ha pubblicato i report sugli standard di qualità dei servizi erogati dal Comune. Si tratta di documenti compilati alla fine di un percorso articolato fatto per valutare quanto e se gli uffici comunali stanno erogando correttamente i servizi per i cittadini, con che velocità e con che grado di efficienza. Nel caso di quelli approvati dalla giunta qualche giorno fa, si tratta di dati relativi al 2025.

I report sono compilati sulla base di auto valutazioni: i dirigenti dei vari servizi comunali due volte all'anno riempiono delle tabelle in cui valutano il grado di accessibilità, tempestività, trasparenza ed efficacia del lavoro degli uffici. A stabilire se un servizio sia stato offerto con qualità oppure no è il confronto con le carte dei servizi dello stesso Comune in cui si stabiliscono gli standard di qualità. I quali possono indicare, ad esempio, quanti giorni un ufficio deve impiegare per sbrigare una pratica o quante volte in un anno deve effettuare un controllo particolare. A fine anno si tirano le somme su quali servizi sono regolari, quali possono migliorare e quelli che proprio non rispettano gli standard.

Nel primo semestre del 2025 il Comune ha verificato in totale 1342 standard di qualità, di cui il 75 per cento è stato rispettato. Quelli non rispettati secondo le valutazioni della stessa amministrazione sono poco meno del 4 per cento. Ma a saltare all'occhio è la colonna di quelli per cui non si possono fare valutazioni perché i dirigenti non hanno fornito dati: sono il 19,8 per cento del totale. Le cose migliorano un po' nel secondo semestre, con 1371 standard misurati, l'81 per cento rispettato, il 3,1 per cento non rispettati e il 15,5 per cento non valutabili. In altre parole, dal punto di vista di chi eroga i servizi il Comune di Palermo ha buone percentuali degli standard di qualità.

Ma è entrando nell'analisi dei singoli servizi che si capisce il funzionamento a doppia velocità dell'amministrazione. Ci sono fiori all'occhiello come i servizi sanitari, che dichiarano il cento per cento di adempimento degli standard gestendo regolarmente centinaia di certificati di idoneità abitativa e igienico-sanitaria per cittadini extracomunitari: 494 certificati nel primo semestre, 954 nel secondo. Alti standard anche per le adozioni al canile, che ha formalizzato 539 adozioni e gestito 1.300 richieste di prelievo di animali vaganti sul territorio. Standard altissimi anche per il Cerimoniale, che sbriga spaccando il secondo il cento per cento delle oltre 400 richieste di patrocinio arrivate in un anno e le richieste di concessione degli spazi espositivi di Villa Niscemi: sette giorni netti per la risposta, metà del tempo massimo concesso dagli standard di qualità.

Su altri servizi le cose si fanno più sfumate, per non dire buie. La Polizia municipale, ad esempio: efficientissima con servizi come quello di informazioni sulla viabilità via Twitter e quello di lavorazione telematica per il rilascio di copie di verbali di incidenti stradali, le cose si mettono un po' peggio per la rateizzazione delle multe, con l'ufficio che impiega in media 90 giorni per sbrigare pratiche su cui lo standard sarebbe di 45. Problemi poi per il servizio di refezione scolastica, ovvero le mense: lo standard di 20 controlli qualità su campioni di cibo non è mai stato rispettato perché l'ufficio non aveva le risorse per farli o appaltarli.

C'è poi il caso dei buchi neri, ovvero servizi che non forniscono dati sul rispetto degli standard. Sono diversi in tutti i report, ma il più vistoso è quello dei servizi che riguardano l'edilizia: nelle tabelle sulla città storica che riguardano il rilascio di certificati urbanistici, i permessi di costruire, gli accertamenti di conformità e agibilità, le colonne sui risultati ottenuti e sulla verifica rispetto allo standard sono vuote. Gli uffici non hanno inserito dati sulle attività svolte.