Il caso
L'infanticidio di Elena Del Pozzo, La Corte d'Assise d'Appello: «Sì alla giustizia riparativa per la madre»
La decisione è arrivata nonostante il parere contrario della procura generale e della parte civile
«Martina Patti potrà accedere alla giustizia riparativa». La Corte d'Assise d'Appello di Catania, stamattina, ha letto una lunga ordinanza con cui ha accolto l'istanza dei difensori dell'imputata, gli avvocati Tommaso Tamburino e Gabriele Celesti, che è accusata dell'omicidio della figlia, Elena Del Pozzo.
Una decisione che è arrivata nonostante il parere contrario del sostituto Pg Agata Consoli e dell'avvocato di parte civile Barbara Ronsisvalle, che rappresenta il papà e i nonni paterni della piccola assassinata quattro anni fa a Mascalucia dalla madre.
L'opposizione per i giudici, citando anche diverse sentenze della Cassazione, non può costituire un ostacolo all'accesso alla giustizia riparativa.
Patti è rea confessa: ma l'ammissione è arrivata dopo una lunga notte dai carabinieri. Prima, infatti, la giovane mamma aveva inscenato il "sequestro" della bimba dopo che era andata a prenderla all'asilo.
La donna, in primo grado, è stata condannata a 30 anni di reclusione.
Il processo ora è rinviato al 14 settembre per fare il punto sullo stato del percorso degli incontri della giustizia riparativa.
«Sarà un'ordinanza - commenta Tamburino - che farà giurisprudenza. Si tratta, infatti, di una delle prima decisioni in Italia su questa materia».