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Il soccorso

Peschereccio di Santa Maria la Scala salva 16 migranti minorenni al largo di Malta

All'equipaggio dell'imbarcazione gli elogi della Diocesi di Acireale. Mogli e figli del pescatori: «Orgogliosi di loro»

07 Luglio 2026, 09:30

10:58

Peschereccio di Santa Maria la Scala salva 16 migranti minorenni al largo di Malta

Sedici migranti, tutti minorenni, sono stati salvati nei giorni scorsi dall’equipaggio del motopesca “Mathias” di Santa Maria La Scala, borgo marinaro di Acireale (Catania). La barca, impegnata in una battuta di pesca nelle acque al largo di Malta, ha fornito il primo soccorso a un’imbarcazione in difficoltà, restando in zona fino all’arrivo della Guardia Costiera, che ha poi coordinato e portato a termine le operazioni di recupero.

Lo ha reso noto la Diocesi di Acireale, definendo l’intervento “un gesto che conferma il profondo senso di responsabilità e di solidarietà che da sempre caratterizza la gente di mare di Santa Maria La Scala”.

Il “Mathias”, in navigazione dallo scorso aprile, rientrerà in Sicilia alla fine di agosto. Il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, ha descritto la visita del Santo Padre a Lampedusa come “un forte segno evangelico, sociale e umano” e ha ribadito che “la Chiesa è chiamata a stare accanto agli ultimi, accogliendo quanti fuggono da guerre, violenze e povertà, nel rispetto della dignità della persona e della legalità”. “Un messaggio – ha aggiunto – che trova piena espressione nel gesto dell’equipaggio del Mathias, capace di trasformare la carità cristiana in un’azione concreta di salvezza”.

A testimoniare il risvolto umano dell’episodio sono anche le parole di Alessia Re e Daiva Patanè, mogli di alcuni marittimi: “Siamo orgogliosi dei nostri mariti, che hanno interrotto la battuta di pesca per soccorrere quella piccola imbarcazione incontrata al largo di Malta. Hanno dato acqua, pane e latte anche a un bambino di appena un anno. Hanno dimostrato grande coraggio e una straordinaria umanità”.

Sulla stessa linea, una delle figlie dei pescatori, Grazia Patanè, ha sottolineato: “È stato prima di tutto un gesto umano, oltre che marittimo: la gente di mare tende ad aiutarsi ogni volta che è possibile. Sappiamo che queste persone affrontano viaggi drammatici, partendo spesso da condizioni di estrema precarietà, nella speranza di trovare una vita migliore e quei diritti fondamentali che, probabilmente, nei loro Paesi non possono avere”.

Per il parroco del borgo, don Mario Camera, “i pescatori di Santa Maria La Scala hanno mostrato una grande apertura d’animo, prestando soccorso a questi migranti che attraversavano il mare e si trovavano in pericolo di vita”.