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BARRAFRANCA

Caso Giadone, esposto dei genitori: «La preside convinse i compagni a non manifestare per Gabriele»

I genitori del 15enne morto in scooter denunciano preside e psicologa del liceo. La dirigente: "Riunione di routine"

07 Luglio 2026, 12:54

13:01

The road murder of Gabriele Giadone, the investigating judge of Enna rejects the plea bargain of six months: "Inadequate penalty." The parents hold a sit-in in front of the courthouse.

I genitori di Gabriele Giadone, il quindicenne morto il 10 maggio dello scorso anno a Barrafranca dopo lo scontro tra il suo ciclomotore e una Bmw che procedeva contromano in via Signore Ritrovato, hanno presentato un esposto in procura contro la preside del liceo "Giovanni Falcone" di Barrafranca, Maria Stella Gueli, e la psicologa dell'istituto, Maria Grazia La Tona. Lucia Baiunco e Angelo Giadone, assistiti dagli avvocati Gaetano Giunta e Giusy Nicoletti, chiedono che sia fatta chiarezza su un episodio che, secondo la loro ricostruzione, avrebbe visto la dirigente scolastica convocare una riunione, insieme alla psicologa, per convincere gli studenti e i compagni di classe di Gabriele a non partecipare alla manifestazione pacifica e autorizzata tenutasi il 10 giugno davanti al tribunale di Enna per chiedere giustizia sulla morte del ragazzo.

La preside Gueli respinge la ricostruzione: la riunione, convocata alla presenza dell'operatrice psicopedagogica territoriale, sarebbe stata di routine, per valutare situazioni interne alla classe non collegate alla vicenda del giovane morto.

Sul fronte giudiziario, il pm aveva ammesso Giuseppe Paternò, l'uomo alla guida dell'auto e accusato di omicidio stradale, a un patteggiamento a sei mesi. Il gip ha però rinviato gli atti alla procura, ritenendo che nella commisurazione della pena andasse considerata l'aggravante della guida contromano.

La madre di Gabriele, Lucia Baiunco, racconta di un clima ostile nei confronti della famiglia, alimentato — a suo dire — da una serie di episodi: la rimozione, disposta dal Comune, della targa che ricordava il figlio sul luogo dell'incidente, senza risposta da parte del sindaco Giuseppe Lo Monaco ai legali della famiglia; la rimozione del banco che ricordava Gabriele in classe; e ora la riunione scolastica, vissuta dai genitori come un ulteriore motivo di sofferenza.

Secondo il racconto del padre, Angelo Giadone, sarebbero stati gli stessi compagni di scuola di Gabriele a riferire alla famiglia, turbati, di quanto accaduto durante la riunione, che avrebbe finito per condizionare i genitori degli studenti, impauriti al punto da impedire ai figli di partecipare alla manifestazione. "Non chiediamo vendetta, ma giustizia per nostro figlio", dice Giadone.

L'esposto è stato trasmesso all'Ufficio scolastico regionale, per accertare eventuali responsabilità disciplinari e deontologiche della dirigente, e al Consiglio dell'Ordine degli psicologi siciliani, con la richiesta di aprire un procedimento disciplinare nei confronti della psicologa dell'istituto e verificare il corretto utilizzo degli strumenti professionali, anche in relazione alla tutela dei minori coinvolti.