Agenas
Sanità, la Sicilia tra le quattro regioni in Italia ancora non uscite dal Piano di rientro
A quasi vent'anni dal 2007 quando vi erano entrate; la Calabria verso l'uscita e nessuna regola condivisa per la chiusura
A quasi 20 anni dal loro ingresso nel 2007, sono ancora quattro le Regioni italiane che non sono uscite dal Piano di rientro in sanità, cui sono state sottoposte in base alla normativa che lo rende obbligatorio se si supera il 5% di disavanzo nel settore sul totale dei finanziamenti. Lo ha detto Natalia di Vivo, dirigente dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) nel corso di un’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera sull'attuazione dei livelli essenziali di assistenza e sull'erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni.
«Il Lazio, che è stata la prima Regione ad entrare nei Piani di rientro - ha spiegato - non ha registrato negli anni miglioramenti, così come l’Abruzzo, il Molise e la Sicilia. La Liguria, la Campania, grazie a una sentenza del Tar, e la Sardegna invece sono uscite dalla procedura prevista».
Per la Calabria, che è in Piano di rientro dal 2009 ed è stata commissariata, ha precisato Di Vivo, «si profila un’uscita dal Piano», mentre il Piemonte vi è uscito dal 2017 attraverso la verifica da parte dei due ministeri interessati sugli adempimenti compiuti.
Per la conclusione del Piano di rientro, ha aggiunto la dirigente di Agenas, non esistono regole condivise. Di Vivo ha ricordato che nel 2009 sono stati introdotti i programmi operativi per la prosecuzione dei Piani di rientro, adottati da Lazio, Abruzzo, Molise, Sicilia (in attesa dell’approvazione definitiva) e Calabria (in attesa approvazione, per cui si profila comunque un’uscita dal Piano)».