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I dati

Aeroporto di Catania, tutti i numeri dell'emergenza-Etna: 620 voli cancellati o dirottati, centomila passeggeri coinvolti

Dei dirottamenti, 66 sono finiti a Comiso (18 il 5 luglio, 36 il 6 luglio, 12 il 7 luglio); il resto sono andati negli aeroporti di Trapani Birgi e di Palermo

08 Luglio 2026, 07:26

Aeroporto di Catania, tutti i numeri dell'emergenza-Etna: 620 voli cancellati o dirottati, centomila passeggeri coinvolti

Il peggio sembra essere passato. Dopo che, alle 11,35 di ieri, all’aeroporto di Catania è atterrato il primo volo post emergenza eruttiva, la situazione è gradualmente tornata alla normalità in tutti i modi in cui era possibile. Il tremore vulcanico, indice dell’attività dell’Etna, è crollato ed è passato dal livello rosso (alto) a quello verde (basso) con la conseguente interruzione dell’attività stromboliana a partire dalle 11 di ieri. Col Vona (Volcano observatory notice for aviation) passato già nel primo mattino di ieri dal livello di allerta più alto a quello arancione, lo scalo Vincenzo Bellini di Fontanarossa ha potuto tirare un sospiro di sollievo e, con lui, anche gli scali di Comiso, Palermo e Trapani, costretti in questi giorni ad accogliere i voli che erano stati dirottati per via delle intemperanze vulcaniche.





Secondo i dati ufficiali forniti dalla Sac, la società di gestione dell’aeroporto, in totale dal 5 al 7 luglio sono stati 620 i voli cancellati o dirottati altrove tra partenze e arrivi. Di questi, 168 sono stati dirottati e 452 cancellati. Dei dirottamenti, 66 sono finiti a Comiso (18 il 5 luglio, 36 il 6 luglio, 12 il 7 luglio); il resto sono andati negli aeroporti di Trapani e Palermo. Nella giornata di ieri, i voli cancellati sono stati 83 e quelli dirottati 26, sempre considerando gli atterraggi e le partenze originariamente previsti. La stima è che, nei tre giorni complessivi in cui la nube di cenere vulcanica ha reso per la maggior parte inservibile il “Vincenzo Bellini”, circa centomila passeggeri abbiano subito cancellazioni o variazioni. Una città di medie dimensioni, insomma, si è trovata a fare i conti con l’attività stromboliana del vulcano attivo più alto d’Europa.




«Grazie alla straordinaria professionalità delle donne e degli uomini della comunità aeroportuale di Palermo, siamo riusciti a garantire continuità operativa, sicurezza e assistenza ai passeggeri, gestendo una situazione eccezionale senza significative ripercussioni sull'operatività dello scalo», ha festeggiato Gianfranco Battisti, amministratore delegato della Gesap, la società che gestisce il “Falcone Borsellino”.

Intorno alle 19 di ieri, la regolarità delle operazioni aeroportuali catanesi si attestava al 70 per cento. Un dato in crescita di ora in ora. Tutto a partire dalle 11,35. E da quando cioè sulla pista catanese è atterrato il primo volo dopo lo scoppio dell’emergenza Etna: era un Ryanair proveniente da Roma Fiumicino. A seguire sono atterrati i voli Ita da Bologna, Iberia da Madrid e Aeroitalia da Roma Fiumicino. Il primo decollo è stato il volo Ryanair per Rimini delle 12,16 e delle 13,19 per Bologna. Decollato pure, alle 13,23, il Delta Airlines per New York.




«È bastata la chiusura dello scalo etneo per l’emergenza determinata dall’eruzione ed ecco che i voli alternativi, da Comiso e da Palermo per il continente, hanno raggiunto cifre esorbitanti», ha denunciato il segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Dem in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, sottolineando che: «I prezzi dei voli per Roma sono nuovamente schizzati alle stelle». Barbagallo sull'argomento ha presentato una interrogazione urgente al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.