Cosa Nostra
Omicidio Vecchio-Rovetta, la Falange Armata aveva rivendicato il delitto: la Pg chiede di acquisire sentenza di Palermo
Il principale imputato è Aldo Ercolano, figlio del defunto boss Pippo e nipote del padrino scomparso qualche mese fa Nitto Santapaola. I manager sarebbero stati ammazzati per il loro rifiuto di pagare il pizzo
Il sostituto Pg Nicolò Marino ha chiesto «l’acquisizione, quale documento, della sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Appello di Palermo, sezione II, in data 6 agosto 2022 (udienza del 23.09.2021), con particolare riferimento al capito 30 ter denominato la “Falange Armata”». La richiesta è inserita nella lista dei testimoni, periti e consulenti della procura generale nel processo per il duplice omicidio dei manager delle Acciaierie Megara, Francesco Vecchio e Alessandro Rovetta, avvenuto 36 anni fa.
Il principale imputato è Aldo Ercolano, figlio del defunto boss Pippo e nipote del padrino scomparso qualche mese fa Nitto Santapaola. Il vertice di Cosa Nostra è accusato di essere il mandante del duplice delitto, che è stato rivendicato anche dalla Falange Armata, l’organizzazione eversiva e terroristica che si è autoaccusata di omicidi, stragi e bombe. Da questo dato la richiesta di acquisizione documentale sollecitata dalla Pg. Vecchio e Rovetta sarebbero stati ammazzati per il loro rifiuto di pagare il pizzo alla famiglia mafiosa. Infatti Ercolano e altri quattro - Vincenzo Vinciullo, Leonardo Greco, Antonio Alfio Motta e Francesco Tusa - sono imputati anche per estorsione. Un anno dopo l’omicidio, Alfa Acciai di Brescia - il gruppo titolare delle Acciaierie Megara di Catania - avrebbe versato a Cosa Nostra un miliardo delle vecchie lire.
Ieri c’è stata la prima udienza davanti alla Corte d’Assise. E, come prassi vuole, sono state affrontate da accusa, parti civili e difesa le questioni preliminari con le richieste di prova. La procura generale, con i sostituti Pg Marino e Giovannella Scaminaci e il Pg Carmelo Zuccaro, ha chiesto di sentire nel corso del dibattimento gli investigatori della DIA e del nucleo di Polizia giudiziaria interforze che si sono occupati dell’indagine dopo l’avocazione della procura generale. Va ricordato che l’inchiesta è stata a un passo dall’archiviazione diverse volte. Fra le persone citate da ascoltare ci sono anche i figli delle vittime, Maria Luisa Rovetta, Salvatore Vecchio e Pierpaolo Vecchio.
Nella prossima udienza, fissata per giovedì, sarà conferito l’incarico ai consulenti per le trascrizioni delle tante intercettazioni citate negli atti dell’accusa. Il 14 luglio, invece, sarà esaminato il primo teste: Felice Puzzo, capocentro della DIA di Catania. Poi il processo proseguirà a ottobre con un calendario fitto fino a dicembre.
