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la denuncia

Emergenza idrica, rubinetti a secco per 13 giorni a Cannatello: chiesta una svolta per l'estate 2026

Il consigliere Fattori lancia l'allarme dopo le proteste dei residenti nella località balneare. Nel mirino i ritardi del gestore Aica: pressione insufficiente per riempire le cisterne delle famiglie

08 Luglio 2026, 09:28

09:30

Emergenza idrica, rubinetti a secco per 13 giorni a Cannatello: chiesta una svolta per l'estate 2026

Marcello Fattori

Tredici giorni di attesa per vedere uscire un filo d'acqua dai rubinetti. Succede ad Agrigento, in piena estate 2026, dove la crisi idrica morde i quartieri periferici e le località balneari, trasformando la quotidianità delle famiglie in una scommessa al ribasso. A farsi portavoce del malcontento è Marcello Fattori, consigliere comunale di Forza Azzurri, che ha sollevato il caso chiedendo con urgenza un tavolo tecnico tra tutti gli attori della gestione idrica per varare un piano di emergenza estivo.

Al centro della denuncia c'è in particolare la zona di Cantina La Loggia e la frazione balneare di Cannatello. Quest'ultima, con l'inizio della stagione turistica, ha registrato il consueto boom di presenze, ma la rete non riesce a reggere l'aumento della domanda. "Prendo atto delle giustificazioni di Aica — spiega Fattori — che attribuisce i ritardi alle forniture ridotte da parte di Siciliacque. È un chiarimento che definisce il contesto, ma che purtroppo non risolve i problemi quotidiani della gente". I residenti segnalano infatti che, quando i turni vengono finalmente rispettati dopo quasi due settimane di secca, l'acqua arriva con una pressione così bassa e per un tempo così ridotto da non riuscire nemmeno a riempire i serbatoi domestici.

La proposta del consigliere si articola su tre direttrici: equità, trasparenza e servizi integrativi. L'obiettivo principale è rimodulare il calendario delle distribuzioni per evitare che gli intervalli superino i sette giorni, preferendo erogazioni più frequenti anche se più brevi. Tra le misure concrete avanzate ad Aica, spiccano il potenziamento dei servizi sostitutivi con le autobotti — dando priorità assoluta ai quartieri che superano i tempi massimi di attesa —, un piano di recupero per le aree più penalizzate e la massima trasparenza sui dati relativi alle portate immesse in rete. Un appello alla cooperazione istituzionale che chiama in causa Aica, Siciliacque, Ati Idrico, Comune e Prefettura: "Non è tempo di polemiche sterili — conclude il consigliere — ma non si può accettare che intere zone rimangano a secco così a lungo, calpestando i bisogni essenziali delle famiglie".