IL BANDO
Terme di Sciacca, gli imprenditori esclusi chiedono che si riapra la procedura: «Possibili errori di calcolo»
Nella «complessità di un'istruttoria come questa» è possibile che qualche cosa sia sfuggito, in buona fede, dice il raggruppamento Massinelli & Partners Consulting
Sospendere la procedura di scelta della società Terme di Saturnia e riesaminare, con un supplemento di verifica e una maggiore attenzione, la proposta esclusa: è questa la richiesta al governo del presidente Renato Schifani avanzata dalla Massinelli & Partners Consulting, uno dei due raggruppamenti temporanei d’imprese che, nelle settimane scorse, hanno partecipato all’avviso pubblico per selezionare l'operatore economico più adatto a riaprire e gestire le Terme di Sciacca, di proprietà della Regione Siciliana, chiuse dal 2015.
Confidando nel successo dell’operazione, Palazzo d’Orleans ha messo a disposizione 50 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione. Chiedendo al tempo stesso al privato di immettere nel progetto capitali propri, per un ammontare di ulteriori 40 milioni. Dopo alcuni bandi andati deserti, recentemente c'è stata la svolta, con due manifestazioni d’interesse nei confronti del partenariato pubblico-privato che, col sistema del project financing, riqualifichi e a faccia tornare a funzionare il secolare patrimonio termale saccense.
La Massinelli & Partners Consulting, che annovera nel proprio raggruppamento la società Terme di Galzignano, ha presentato formale istanza di riesame in autotutela, chiedendo che la propria proposta venga «riammessa alla fase di valutazione, attribuendo a possibili errori di calcolo in buona fede in materia di capitali da investire, inflazione programmata e importi delle tasse comunali, la decisione della commissione di escluderla, comprensibili nella complessità di un’istruttoria come questa».

