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antimafia

Mafia 2.0, politica vulnerabile e il favore come regola: la relazione dell'Ars su corruzione e violenza

Organizzazioni seducono sui social, boss tornati liberi, istituzioni fragili e presidi anticorruzione lenti

08 Luglio 2026, 15:12

15:20

Cracolici ars

Una mafia capace di rigenerarsi, adattabile, vicina ai contesti sociali, seduttiva sui social network e pronta a colmare con rapidità i vuoti lasciati da istituzioni fragili. Mentre vecchi boss tornano in libertà tentando di ricostruire una cupola e di riaffermarsi sul territorio, i presìdi di vigilanza e prevenzione anticorruzione restano lenti e inefficaci, alimentando una vulnerabilità amministrativa che favorisce le infiltrazioni criminali.

È il quadro tracciato dalla relazione annuale sull’attività 2025 della commissione Antimafia dell’Ars, presieduta da Antonello Cracolici e presentata oggi alla stampa.

All’incontro hanno preso parte anche i deputati Marianna Caronia, Bernadette Grasso, Roberta Schillaci e Fabio Venezia.

Rispetto allo scenario delineato un anno fa, la situazione appare peggiorata: cresce la violenza nelle aree urbane, talvolta con modalità mafiose, e parallelamente aumenta la corruzione tra funzionari e rappresentanti politici.

«Vedo uno stretto collegamento, se la corruzione è così diffusa, insieme alla violenza è perché la politica è vulnerabile e ha perso autorevolezza ogni giorno di più – ha detto il presidente Cracolici – un meccanismo devastante di assuefazione al "favore" considerato quasi necessario, come se fosse un elemento costitutivo della politica».

Nel 2025 le 47 sedute, 5 inchieste e 45 audizioni della commissione hanno restituito uno spaccato già emerso con nettezza nelle parole dello stesso Cracolici su una «Regione distante dai cittadini, vissuta come un bancomat e sempre più piegata a interessi e intermediazioni, preda per tanti predatori che ruotano intorno all’amministrazione».

Oltre il 20% dei lavori si è concentrato sull’ambito sanitario: dagli appalti pilotati alle criticità dell’elisoccorso di emergenza, dalla diffusione del crack anche fuori dai grandi centri fino alla gestione dell’Istituto zooprofilattico, temi già segnalati nella precedente relazione.

La sequenza di scandali e inchieste giudiziarie in diversi settori, su mafia e corruzione, è stata tale da «costringere la commissione a inseguire l’emergenza giudiziaria senza riuscire a prevenire o anticipare scenari che poi hanno sviluppi penalistici. Nonostante le inchieste, c’è una crescente domanda di Cuffarismo nella società, cioè di quella concezione della politica per cui il favore è la norma».

La relazione sarà presentata in Aula entro la fine di luglio.