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sanità

Palermo, intervento ibrido e mini-invasivo al Policlinico: salvato un paziente affetto da una grave sindrome venosa

Il paziente è stato dimesso pochi giorni dopo l'intervento in ottima salute

08 Luglio 2026, 16:16

16:21

Policlinico-Palermo

Policlinico Palermo

Il Policlinico "Paolo Giaccone" di Palermo si conferma una struttura d'eccellenza per la gestione di casi clinici ad alta complessità. Presso il Centro di Riferimento Regionale per l’estrazione degli elettrocateteri, che opera all’interno dell’Unità di Cardiochirurgia guidata dalla professoressa Linda Pisano, un’équipe multidisciplinare ha trattato con successo un paziente affetto da una grave Sindrome della vena cava superiore. L'uomo, portatore di un dispositivo di resincronizzazione cardiaca, presentava da mesi un vistoso rigonfiamento del volto, del collo e del tronco superiore, accompagnato da sintomi fortemente invalidanti. Dopo un lungo percorso diagnostico in vari ospedali siciliani, la patologia è stata correttamente individuata dal professore Antonio Carroccio e dalla dottoressa Carola Buscemi della Medicina Interna dell’Ospedale Cervello di Palermo, i quali hanno accertato che una severa fibrosi sviluppatasi attorno ai vecchi elettrocateteri del pacemaker aveva quasi totalmente occluso le vene principali che riportano il sangue al cuore.

Una volta preso in carico dal Policlinico, il paziente è stato sottoposto a una complessa procedura ibrida e completamente mini-invasiva, eseguita e completata in un’unica seduta operatoria grazie alla stretta cooperazione di diverse professionalità. Nella prima fase dell'intervento, il dottore Salvatore Torre ha proceduto alla delicata estrazione degli elettrocateteri responsabili dell'ostruzione. Subito dopo, il team di Chirurgia Vascolare, diretto dal professore Felice Pecoraro insieme al professore Ettore Dinoto, ha effettuato la ricanalizzazione delle stenosi venose mediante angioplastica e il successivo posizionamento di stent vascolari, ripristinando definitivamente il regolare flusso sanguigno. L'operazione si è svolta in anestesia generale sotto la costante gestione dell’équipe di Cardioanestesia, diretta dalla professoressa Cesira Palmeri e composta dalle dottoresse Paola Graviano e Maria Rosaria Re.

Grazie alla scelta di un approccio interamente mini-invasivo, il paziente ha potuto evitare un rischioso intervento cardiochirurgico a cuore aperto. Questo ha permesso una rapida risoluzione della sintomatologia e un decorso post-operatorio estremamente favorevole, culminato con le dimissioni in ottime condizioni di salute a pochi giorni dall'operazione. Il successo della procedura è stato commentato con soddisfazione dalla Direttrice Generale dell’Azienda ospedaliera universitaria, Maria Grazia Furnari, la quale ha sottolineato come questo intervento rappresenti un esempio concreto di come il Policlinico sappia affrontare i casi più difficili attraverso la collaborazione multidisciplinare e l'alto livello delle competenze interne, consolidando la sua classificazione di DEA di secondo livello e il suo ruolo di punto di riferimento regionale per l’alta specialità.