caporalato
Ciappe Bianche, al via il piano antidegrado: prefettura e commissari accelerano sulla riqualificazione del sito
Serve garantire dignità a quanti arrivano in città per lavorare in campagna e non trovano un luogo dove vivere
La luce in fondo al tunnel. È lo spiraglio non più utopico, ma concreto, rispetto alla situazione di “Ciappe Bianche”, dove da decenni è presente un campo che ospita in situazioni di abbandono e degrado, lavoratori stranieri stagionali.
In città, ieri mattina, tavolo tecnico, presieduto dalla commissione straordinaria, con la presenza dei tre commissari, Santi Giuffrè, Rosanna Mallemi e Gaetano D’Erba. Con loro esponenti della prefettura, dei carabinieri, ed ancora di questura, vigili del fuoco, Caritas e vertici delle associazioni.
Due gli obiettivi da raggiungere e per i quali da anni si lavora: garantire dignità a quanti arrivano in città per lavorare in campagna e non trovano un luogo dove vivere, tanto da rifugiarsi nel tugurio di “Ciappe Bianche” e contrastare il caporalato.
Ieri mattina il gruppo, dopo un primo briefing nella sede del Comune in piazza della Regione, si è spostato a Sferro, nel cantiere di Webuild, realizzato al servizio dei lavori per il raddoppio ferroviario Catania-Palermo. L’azienda si è offerta di cedere al Comune i container da poter adibire a strutture abitative per i lavoratori stagionali. Saltato il sopralluogo a “Ciappe Bianche”, seppur inizialmente previsto. Il gruppo è, invece, rientrato a Paternò, ritrovandosi nella sede di Palazzo Alessi, per definire i dettagli del progetto in corso che prevede dunque due interventi, il primo a breve il secondo a medio-lungo termine.
Il primo, quello a breve termine, potrebbe prevedere la sistemazione di “Ciappe Bianche”, dotando l’area di tutto il necessario per essere reso in luogo abitabile.
Il secondo a lungo termine, guarda al possibile utilizzo dei container di Sferro, ma al momento l’intervento non è ancora definito. Non escluse anche altre soluzioni. Tutte le ipotesi, compresa quella dell’utilizzo di beni immobili comunali, restano in campo.
Al tavolo anche se non presente ieri mattina, partecipa anche la Regione che ha già dato disponibilità per intervenire. Determinati a trovare una soluzione, mettendo in campo tutte le possibili ipotesi, è la commissione straordinaria. Come sottolineano dalla prefettura si vuole prendere a modello la sperimentazione condotta a Nardò in provincia di Lecce. Qui la collaborazione tra Enti si è rivelata fondamentale. Il tavolo è andato avanti nel definire un protocollo di intesa percoinvolgere anche le organizzazioni datoriali.