occupazione
«Sospendere le procedure contro le aziende per salvare i posti di lavoro»
il sindaco di Caltagirone, Roccuzzo, e l’assessore Cappello hanno sollecitato l'intervento del presidente della Regione
Le udienze di sfratto e di fallimento per 14 imprese della zona industriale minano il futuro degli imprenditori, di un centinaio di dipendenti e dell’indotto. Dopo i manifesti fatti affiggere dagli imprenditori per destare l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica, una nuova lettera del vescovo Calogero Peri invita la Regione a trovare una soluzione definitiva adesso arriva la solidarietà dell’Amministrazione comunale.
Martedì al Tribunale di Caltagirone si è tenuta un’udienza interlocutoria sullo sfratto, rinviata ad ottobre, mentre il 14 luglio vi sarà un’udienza di liquidazione giudiziale (fallimento). Di fronte a questo scenario drammatico, il sindaco Fabio Roccuzzo e l’assessore allo Sviluppo delle risorse territoriali, Piergiorgio Cappello, esprimono la massima vicinanza e solidarietà agli imprenditori e ai lavoratori coinvolti ricordando come, grazie allo sforzo congiunto tra l’Amministrazione comunale e il vescovo Calogero Peri, in un tavolo tecnico a cui erano presenti l’assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo e il direttore generale Dario Cartabellotta era emersa la possibilità di trovare un accordo transattivo e convenuto di formulare la bozza di norma da inserire nella finanziaria di fine anno.
La legge finanziaria è stata approvata, della norma non vi è traccia. Il sindaco Roccuzzo e l’assessore Cappello sollecitano il presidente della Regione, Renato Schifani, a intervenire per: “sospendere con urgenza le procedure giudiziarie in corso contro le aziende, congelando un’azione che distruggerebbe anni di sacrifici; riattivare immediatamente il tavolo tecnico all’Assessorato delle Attività produttive, partendo dalle proposte concrete già depositate dalle imprese. Salvare queste 14 aziende significa proteggere i posti di lavoro e le famiglie del Calatino. La Regione faccia la propria parte prima che sia troppo tardi”.