cronaca
Aggressione al carcere di Enna: agente in ospedale, sindacati parlano di "polveriera ad orologeria"
Dopo la rivolta dei giorni scorsi i rappresentanti della PolPen lanciano l'allarme su carenza di organico e turni estenuanti
A pochi giorni dalla rivolta nel penitenziario di Enna, durante la quale alcuni reclusi — poi arrestati e trasferiti — hanno devastato il vecchio padiglione dell’istituto, si è verificato un nuovo episodio di violenza. Nel primo pomeriggio un agente della polizia penitenziaria è stato aggredito e trasportato al pronto soccorso. L’uomo è stato colpito dopo aver intimato a un detenuto di rientrare in cella.
Il clima all’interno della casa circondariale “Luigi Bodenza” resta molto teso. «È una situazione insostenibile. Il carcere di Enna è una polveriera ad orologeria. L’aggressione di oggi è la testimonianza del non rispetto delle regole a cui i detenuti non vogliono sottostare. È oramai un bollettino di guerra: ore di servizio interminabili, sovraccarico senza limiti di lavoro in più posti di servizio. Non abbiamo il tempo di arrivare a casa dopo turni estenuanti che veniamo richiamati, dentro l’istituto, per qualche emergenza. Da anni lamentiamo sempre lo stesso problema, quello della carenza di organico e della necessità di istituire urgentemente strutture idonee con regole di ingaggio serie e vere per la gestione dei detenuti più violenti», ha dichiarato Filippo Bellavia, consigliere nazionale e segretario provinciale dell’Unione sindacati polizia penitenziaria.

