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l'inchiesta

Sommatino, appalti pilotati e mazzette: smantellato il sistema che lucrava sugli affidamenti comunali

Appalti Pnrr tra favori, frazionamenti sotto soglia: intercettazioni svelano un sistema colluso

08 Luglio 2026, 20:13

20:20

Sommatino, appalti pilotati e mazzette: smantellato il sistema che lucrava sugli affidamenti comunali

Al Comune di Sommatino il sistema era collaudato. Servizi sotto soglia, inviti alle ditte edili amiche per gli appalti del Pnrr e mazzette e regali dopo l’aggiudicazione. È quanto emerge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip del tribunale di Caltanissetta Lorena Santacroce che ha già sentito otto indagati dopo la richiesta avanzata dai pm. Sei misure emesse, due rigettate e un’indagine più ampia perché alcuni assessori, pur non partecipando alla riunione di Giunta, sono risultati presenti. E tra loro c’è un agente che potrebbe avere anche conseguenze lavorative. L’uomo, infatti, stava rientrando in paese dopo essere stato al poligono di tiro per delle esercitazioni, mentre risultava presente alla seduta di giunta. Un corto circuito perché l’ex sindaco Totò Letizia non sapeva di essere intercettato. E quelle discussioni private ora rischiano di diventare una conseguenza giudiziaria e disciplinare in particolare per chi indossa una divisa.

Ieri mattina l’elicottero ha cominciato a sorvolare su Sommatino fin dall’alba, poi si è spostato sugli uffici del nucleo investigativo. Un risveglio amaro, un ciclone giudiziario che Sommatino si aspettava dopo le notifiche per gli interrogatori di garanzia avvenuti due settimane fa. Per la gip non ci sono dubbi: l’imprenditore agrigentino Diego “Dino” Caramazza «dalle conversazioni captate» appare soggetto «che ha stabilmente inserito nel proprio “libro paga” gli amministratori del Comune di Sommatino» ed avrebbe manifestato «l’intenzione di proseguire su tale linea, assicurandosi profitti mediante l’indebita influenza sulle procedure pubbliche nel contesto locale».

Della stessa linea anche Luigi Pulci «il quale, pur mostrando resistenze rispetto alle pretese economiche di Alotta, tenta di esercitare un controllo sugli organi comunali e sul sindaco». Tutto questo sarebbe avvenuto «per orientare l’assegnazione degli appalti in favore di imprese del territorio, come espressamente dichiarato». Lo stesso Pulci, infatti, discutendo, avrebbe sollecitato il primo cittadino a far lavorare prevalentemente le società edili presenti nel territorio grazie alla formula degli inviti. Per Caramazza, invece, la procedura sarebbe stata diversa e più veloce: prima i lavori e poi l’aggiudicazione degli stessi. Per la gip c’è stata una «inclinazione a delinquere degli indagati» e tutto questo si evince «dalle modalità operative: il vincolo concorsuale non appare occasionale né improvvisato, ma connotato da una collaborazione non estemporanea, proiettata a garantire, da un lato, una situazione di sostanziale monopolio sugli affidamenti comunali e, dall'altro, il conseguimento di illeciti profitti attraverso il pagamento di somme corruttive avvertite come un "atto dovuto"». Le intercettazioni diventano anche una confessione indiretta. Alotta racconta di avere favorito l’aggiudicazione dell’appalto relativo alla realizzazione dell’asilo nido a Pulci e di avere richiesto, in contropartita, denaro. E poi c’era il sistema tecnico del frazionamento o la modulazione degli affidamenti per «mantenere l'importo al di sotto delle soglie di 140.000/150.000 euro, modalità riscontrata non solo nella vicenda di Villa Garibaldi, ma anche nell’assegnazione del servizio mensa scolastica». Ha il doppio ruolo di corruttore e corrotto, invece, l’architetto Vendra che «risulta pienamente inserito nelle dinamiche illecite, mostrando un coinvolgimento non marginale nei meccanismi corruttivi gravitanti attorno al Comune».

Che Alotta e l’ex primo cittadino Letizia venivano tirati per la giacchetta era risaputo, tanto che alcuni tecnici si sarebbero assicurati della buona riuscita dell’incarico parlando direttamente con il dirigente tecnico o con il consigliere personale dell’ex sindaco, cioè coloro i quali dovevano imprimere la decisione finale. Da alcuni professionisti il mancato incarico è stato interpretato come uno “sgarbo”, tanto da lamentarsi con Luigi Pulci, lo stesso che aveva cercato di assicurare la buona riuscita dell’operazione. Ma c’è stato chi si è messo di traverso e sono nati i malumori. Ora il sistema è smantellato e in municipio arriverà un commissario straordinario per gli adempimenti della Giunta.