la protesta
Rivolta al carcere di Enna: l'assessore regionale Colianni chiede a Roma fondi per la riqualificazione urgente
Impegno della Regione per i finanziamenti e la richiesta del garante comunale dei detenuti
La rivolta dei detenuti della casa circondariale di Enna seppur finita ha lasciato delle conseguenze ed aperto un focus su quelli che sono i problemi, mai risolti, dell'istituto penitenziario ennese.
Anni di richieste e di appelli caduti nel vuoto che rendono ogni giorno la vita difficile al personale che vi lavora ma anche ai reclusi.
Per cercare di dare una risposta alle esigenze espresse è intervenuto l'assessore regionale all'Energia, l'ennese Francesco Colianni ieri in vista al «Bodenza».
Quanto accaduto «impone una riflessione seria e un'assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni» osserva Colianni condividendo che l'istituto «necessita di interventi infrastrutturali urgenti».
Le ore di paura e di grande nervosismo che si sono registrati durante la rivolta non possono passare inosservati o, peggio ancora, dimenticati.
«È evidente che non si possa continuare a intervenire soltanto in emergenza. Occorre programmare il futuro» dice l'assessore regionale anticipando «nei prossimi giorni mi recherò a Roma per avviare un confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti finalizzato all’erogazione del finanziamento necessario per rendere cantierabile un progetto già esistente di riqualificazione».
La Regione, assicura Colianni, è pronta a fare la propria parte «mettendo a disposizione la massima collaborazione istituzionale affinché questo percorso possa tradursi in un progetto concreto. La sicurezza degli operatori, la dignità del lavoro della Polizia penitenziaria e le condizioni detentive adeguate rappresentano obiettivi che devono procedere insieme» dichiara Colianni riconoscendo dei meriti al direttore della Casa circondariale e a tutte le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria per il lavoro svolto e per come hanno gestito quei difficili momenti.
Dall'Anci Sicilia, intanto, è stato chiesto, e se ne parlerà oggi a Palermo, di istituire la figura del Garante comunale dei diritti dei detenuti nei Comuni sede di istituti penitenziari, che ancora sono sprovvisti di questa figura chiamata a svolgere un’importante funzione di tutela dei diritti delle persone detenute, di quelle private della loro libertà personale e delle loro famiglie.


