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La decisione

Accuse di corruzione sul Centro Nemo Sud: rinviati a giudizio direttore e presidente

Udienza il 13 ottobre, accusa di corruzione per il direttore del centro e il presidente della Fondazione, per quest'ultima scattata la prescrizione dopo sequestri e revoche

09 Luglio 2026, 11:37

14:01

Accuse di corruzione sul Centro Nemo Sud: rinviati a giudizio Vita e Fontana

Si andrà a processo, prima udienza il prossimo 13 ottobre. Così ha stabilito il gip Salvatore Pugliese. La vicenda è quella che riguarda la gestione del Centro Nemo Sud di Messina da parte della Fondazione Aurora, che aveva ottenuto una convenzione con il Policlinico con tanto di accreditamento regionale. Il gip ha accolto le richieste formulate dal pubblico ministero Piero Vinci, che a suo tempo ha gestito l’inchiesta nata da un esposto da Roberto Dattola, neurochirurgo del Policlinico. L'indagine, condotta dai Carabinieri, si è concentrata sui fondi regionali destinati alla struttura che si occupava di malattie rare. L'ipotesi iniziale era che le procedure per l'accreditamento regionale fossero state forzate, un quadro che si è in parte sgonfiato nel corso degli accertamenti. Originariamente l'inchiesta aveva infatti coinvolto anche i direttori del Policlinico e i vertici regionali, le cui posizioni sono state tuttavia archiviate. In totale sono state disposte otto archiviazioni e il Gup ha rinviato a giudizio soltanto due persone, accusate esclusivamente di un'ipotesi di corruzione in concorso.

Si tratta del professor Giuseppe Vita, ex direttore del Centro clinico, difeso dagli avvocati Bonaventura Candido e Federivo Trivulzi, e di Alberto Fontana, presidente della Fondazione Aurora onlus, difeso da Elena Montalbano. Nel maggio del 2024 l'operazione aveva visto scattare sequestri e interdizioni. Le misure sospensive erano state revocate già dopo i primi interrogatori, mentre nell'ottobre successivo erano caduti anche i sequestri preventivi di somme e beni. Prima della decisione del giudice, il 6 giugno scorso, il pm Vinci aveva depositato una modifica dell’imputazione, portando a un aggiornamento dell'udienza per consentire ai legali della difesa di valutare le novità. Per quanto riguarda invece la Fondazione Aurora onlus, che risultava imputata nel procedimento in qualità di persona giuridica, il giudice Pugliese ha infine decretato la prescrizione dei reati che le venivano contestati. Le accuse di peculato sono cadute in fase indagini anche per Vita e Fontana ed anche nei loro confronti sono stati revocati i sequestri.