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La sentenza

Bufera giudiziaria sul comando di polizia municipale di Gela

Il Tar cancella con un colpo di spugna la nomina del comandante

09 Luglio 2026, 15:01

15:10

Bufera giudiziaria  sul comando di polizia municipale di Gela

Il comandante Massimo Cozzo e il sindaco Terenziano Di Stefano

 

Bufera giudiziaria sul comando di polizia municipale di Gela perché l’amministrazione comunale, lo scorso aprile, ha agito fuori dalle regole nel nominare un comandante.

La seconda sezione del Tar Sicilia ha annullato le delibere con cui il Comune di Gela aveva conferito l’incarico di Comandante della Polizia Municipale al dottor Massimo Cozzo tramite l’istituto del comando dal Parco Nord di Milano, ritenendo illegittima la scelta dell’Amministrazione di derogare alle procedure previste dal regolamento comunale sugli incarichi di elevata qualificazione.

Il ricorso era stato presentato da Giampiero Occhipinti, commissario di polizia municipale in servizio a Gela che ha svolto le funzioni di comandante dal dicembre 2023 fino alla nomina di Cozzo. Il suo legale, l’avv. Alfredo D’Aparo, ha contestato la decisione della giunta di ricorrere a un comando esterno senza attivare la procedura comparativa interna prevista dal regolamento approvato nel 2023 e aggiornato nel marzo 2026.

Nella sentenza, il Collegio ricorda che il regolamento comunale stabilisce che “per la copertura dell’incarico viene emesso uno specifico avviso a manifestare interesse, da pubblicare sul sito dell’Ente ed inviare via email a tutto il personale dell’area dei funzionari e dell’elevata qualificazione” e che l’individuazione del dipendente deve avvenire “tramite documentata procedura di valutazione comparativa fondata sulla disamina dei curricula presentati dai candidati e sul colloquio motivazionale”.

Secondo i giudici, nessuno di questi passaggi è stato rispettato dal Comune, che ha invece ritenuto di poter conferire l’incarico tramite determinazione sindacale, sostenendo che la dipendenza funzionale del comandante dal sindaco consentisse di derogare alle regole interne. Il Tar ha giudicato questa impostazione priva di fondamento, chiarendo che la dipendenza funzionale non incide sulle modalità di selezione e che “nessuna disposizione consente alla giunta municipale ed al Sindaco di derogare alle regole che la stessa Amministrazione si è data per individuare i soggetti cui effettivamente affidare gli incarichi di elevata qualificazione”.

La scelta di ricorrere a un comando esterno, secondo il ricorrente, era stata adottata senza alcuna verifica delle professionalità interne e senza motivare le ragioni della preferenza per un soggetto proveniente da un ente, il Parco Nord Milano, privo di corpo di Polizia Municipale.

Il Tar ha annullato quindi tutti gli atti dell’amministrazione comunale che hanno portato all’incarico al dottor Cozzo. Il ricorso è stato accolto integralmente, con annullamento degli atti impugnati e condanna del Comune (che non si è costituito) alle spese di giudizio. La sentenza sarà trasmessa alla Procura presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per le valutazioni di competenza.