La struttura
L'Educandato Regina Elena diverrà Polo della Giustizia minorile: 20 milioni per la ristrutturazione
La storica struttura di Cibali, a Catania, ospiterà il Tribunale, la Procura e il Centro di prima accoglienza. Ma non solo: tra due anni sarà anche uno spazio a disposizione del quartiere. Stamattina la cerimonia di consegna
Una grande villa con oltre un secolo di storia sarà la nuova sede del Tribunale per i minorenni di Catania. Si tratta dell'ex Ipab "Educandato Regina Elena", a Cibali proprio accanto allo stadio Massimino, acquistato dal Demanio dello Stato dalla Regione proprio per consentire alla struttura di proseguire col suo scopo sociale, ovvero accogliere bambini e giovani della città in stato di bisogno. La struttura è adesso destinata a una ristrutturazione che costerà 20 milioni di euro, e al termine dei lavori, tra circa due anni, sarà il nuovo "polo" della Giustizia minorile del Distretto di Corte d'Appello. La struttura ospiterà il Tribunale per i Minorenni di Catania, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni e il Centro di Prima Accoglienza del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, riunendo in un'unica sede le principali funzioni giudiziarie e amministrative dedicate alla tutela dei minori e alla gestione degli interventi della giustizia minorile.
Ma non solo: come ha spiegato ieri durante la cerimonia di consegna un emozionatissimo Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, «è un momento storico, si tratta del primo edificio acquistato in Sicilia dal Ministero della Giustizia in 50 anni. Restituiamo alla collettività questo bene di interesse storico e culturale, un edificio bellissimo di 5.400 m², c'ha all'interno un chiostro borbonico, e poi all'esterno un parco a 12.000 m². Io credo che sarà non soltanto un luogo in cui si amministra la giustizia, ma vorremmo aprirlo al quartiere, farlo diventare un luogo di inclusione e di diffusione della cultura della legalità».
Alla cerimonia, moderata dalla giornalista de "La Sicilia" Laura Di Stefano, hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali e degli enti coinvolti nel progetto.
Dopo l’apertura dei lavori, i saluti istituzionali sono stati affidati al Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia Andrea Ostellari, al Capo del dipartimento per la giustizia minorile e di comunità Antonio Sangermano, e alla Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catania Carla Santocono. A intervenire anche l'assessora regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali Nuccia Albano.

Il sottosegretario Andrea Ostellari ha sottolineato come si tratti di «un risultato importante, nato dal lavoro comune tra istituzioni, territorio e persone che hanno creduto in un obiettivo: dare un futuro diverso ai giovani che oggi sono legati al mondo criminale e alle loro famiglie. Grazie all’impegno del Ministero, questo edificio diventa oggi un presidio di legalità, prevenzione e contrasto alla mafia, con al centro percorsi seri di responsabilità e recupero. Si tratta di un grande investimento che non riguarda solo gli spazi ma che, con l’iter per convertire in legge il protocollo Libero di scegliere, contribuisce a spezzare le catene che legano i clan al futuro dei ragazzi e a costruire quello di un’intera comunità».
Sangermano ha evidenziato come l'operazione sia sintomo di «buona politica» e che «il rafforzamento della giustizia minorile è una priorità per il Ministero della Giustizia», ricordando che «gli interventi di edilizia giudiziaria e la realizzazione dei palazzi di giustizia rientrano nelle competenze del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria». Ha poi ringraziato la «costante attenzione del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari e del Ministero nei confronti della giustizia minorile testimonia la rilevanza attribuita a questo settore prioritario dell’amministrazione della giustizia».
Sono seguiti gli interventi delle autorità presenti, con i contributi del Presidente della Corte d’Appello di Catania Antonino Liberto Porracciolo, del Direttore Generale della direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie Andrea Petteruti, e del Direttore Regionale Sicilia dell’Agenzia del Demanio Silvano Arcamone. Proprio Arcamone ha sottolineato non solo l'inserimento del progetto all'interno di un più ampio piano per la Città di Catania, ma che lo stanziamento è «da venti milioni di euro» e che la consegna, dopo la progettazione esecutiva, dovrebbe avvenire in circa «due anni e mezzo». La cerimonia è proseguita con la consegna ufficiale dell’immobile, la benedizione della struttura affidata a Monsignor Vincenzo Branchina, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Catania, e il successivo taglio del nastro inaugurale, che ha sancito simbolicamente l’avvio del nuovo Polo della Giustizia Minorile.

Il taglio del nastro. Foto Ministero della Giustizia
L’edificio conserverà quindi la propria vocazione sociale, diventando sede delle istituzioni impegnate nella tutela dei minorenni e nell’amministrazione della giustizia minorile. L’accordo per l’acquisto dell’immobile - valutato 5,2 milioni di euro - da parte dell’Agenzia del Demanio è stato sottoscritto nel 2025 dal Direttore regionale per la Sicilia Silvano Arcamone, e dal Commissario straordinario dell’Ipab “Educandato Regina Elena e Conservatori Raggruppati” Venerando Cacciola, alla presenza del Presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania Roberto Di Bella, e della Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania Carla Santocono.
L’acquisizione dell’Educandato “Regina Elena” conclude un articolato percorso amministrativo avviato nel 2019, che ha consentito di preservare la destinazione pubblica e sociale di un immobile di rilevante valore storico e architettonico. L’intervento restituisce alla città una struttura destinata a continuare la propria originaria vocazione di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, assicurando al contempo al Tribunale per i Minorenni di Catania una sede adeguata alle funzioni istituzionali che è chiamato a svolgere.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio quadro di interventi a sostegno della tutela dei minorenni e della prevenzione della devianza. In questo contesto si colloca anche la legge “Liberi di scegliere”, ispirata all’omonimo protocollo sottoscritto anche dal Ministero e promosso dal Presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, che ha introdotto un modello innovativo di protezione dei minori provenienti da contesti di criminalità organizzata.
La legge offre ai figli di appartenenti alle organizzazioni mafiose la possibilità di intraprendere percorsi educativi, formativi e di inclusione sociale alternativi, nei casi in cui il contesto familiare risulti gravemente pregiudizievole per la loro crescita. L’obiettivo dell’intervento non è colpire la famiglia biologica, ma interrompere la trasmissione dei modelli culturali mafiosi e di quella che il Presidente Di Bella ha definito una “pedagogia del male”, offrendo ai ragazzi una concreta opportunità di costruire un futuro libero dai condizionamenti della criminalità organizzata.
