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i numeri

Pnrr, a Palermo speso l’88 per cento dei fondi dall'acquisto di bus alle strade: ecco a cosa sono serviti

Palazzo delle Aquile: «Smentiti i detrattori»

10 Luglio 2026, 07:00

Pnrr, a Palermo speso l’88 per cento dei fondi dall'acquisto di bus alle strade: ecco a cosa sono serviti

La tagliola è scattata, puntuale, ma ha trovato poca preda. Nel 2026, i fondi del Pnrr sui fidi del Comune ne sono usciti praticamente indenni, con una percentuale di opere realizzate che si attesta all’88,47 per cento alla scadenza del 30 giugno e supera il 95 per cento se si considerano i termini di agosto. I dati sono emersi in seconda commissione consiliare, con l’audizione di tecnici e dirigenti dell’area Pianificazione e coordinamento fondi extracomunali. Tra i bersagli centrati, spiccano i quasi 22 milioni per l'acquisto di nuovi tram, gli 88,9 per 125 nuovi bus elettrici, i 6,9 milioni per la piscina scoperta, i 2 per Giardino Inglese e parterre Garibaldi, i 5 per il prolungamento viario interno della zona industriale di Brancaccio, le misure contro la povertà estrema. Il Pnrr va, mentre su altre sorgenti extracomunali le grane non sono risolte, di fondi ex Gescal con 48 milioni sull’orlo del baratro a causa dei ritardi nelle opere di edilizia scolastica per Zen, Borgo Nuovo e Sperone, fino ai 30 milioni falciati dallo Stato sulla programmazione Pon Metro.

Sul Pnrr, i dati sono confortanti. Sui 169 milioni 720 mila 965 euro e 72 centesimi della dotazione complessiva, al 30 giugno risultano conclusi progetti per oltre 150 milioni, cioè l’88,47 per cento; un’ulteriore fetta di poco più di 13 milioni si prevede vedrà il compimento entro il 31 agosto (7,75 per cento). Riprotetti con fondi Fsc o Poc ulteriori 4 milioni (2,36 per cento) mentre resta “in attesa di indicazioni” (la ciambella di salvataggio lanciata dal decreto legge 19 del 2026) sulle fonti di riprotezione l’1,41 per cento, che vale 2,4 milioni netti, su progetti impossibili da realizzare entro il 31 agosto.

Gli interventi fermi sono tutti nella sfera asili: 1,44 milioni per via Lanza di Scalea, dove il progetto esecutivo prevede un finanziamento di 2 milioni, superiore al finanziamento; e l’asilo di via Aiace, con lavori in ritardo. Gli asili nei giorni scorsi erano finiti nel dossier degli esponenti 5 stelle Adriano Varrica, deputato Ars, e Antonino Randazzo, consigliere comunale, che di progetti fuori tempo massimo ne avevano contati undici. In commissione, i dirigenti hanno intanto fatto riferimento ad altri cinque asili, oltre ai due in alto mare, dicendosi possibilisti in un rientro nello stesso Pnrr sfruttando le economie ma intanto garantendo la riprotezione Fsc o Poc. Si tratta di via Besta, via Altofonte, Parisi del Borgo Vecchio e i due plessi del Borsellino.

«Un traguardo - commentano fonti dell’amministrazione - che smentisce le ricorrenti ricostruzioni secondo cui Palermo starebbe perdendo risorse del Pnrr. Al contrario, fin dall'inizio del mandato, il sindaco ha scelto di istituire una cabina di regia proprio per monitorare costantemente e verificare, con tempestività e realismo, le effettive compatibilità con le stringenti scadenze. Laddove è emerso che alcuni interventi non avrebbero potuto essere completati nei tempi previsti, l’amministrazione ha scelto responsabilmente di riprogrammarli su altre linee. È il caso dei progetti di riqualificazione della Costa Sud, inseriti nel Pnrr dalla precedente amministrazione ma con tempi di attuazione incompatibili con le scadenze. L’obiettivo resta non perdere neanche un euro, assicurando che anche gli interventi più complessi possano essere realizzati attraverso strumenti di finanziamento coerenti con i loro tempi di attuazione».