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ambiente

Giarre: Torrenti Macchia e Jungo, è allarme tra incendi, rifiuti ed “effetto diga”

Wwf e Articolo 1 tornano all’attacco dopo l'esposto d'aprile rimasto inascoltato

11 Luglio 2026, 03:20

Giarre: Torrenti Macchia e Jungo, è allarme tra incendi, rifiuti ed “effetto diga”

Il torrente Macchia, che attraversa il territorio per oltre tre chilometri, presenta criticità allarmanti in diversi segmenti chiave.

Nel borgo di Santa Maria la Strada, in prossimità del sottoponte di via Ruggero Primo, l'alveo è letteralmente assediato da canneti e sterpaglie.

Nella zona di via Almirante e via Trieste, il torrente Jungo è sommerso dalla vegetazione secca.

E nei giorni scorsi si sono verificati vasti incendi che hanno lambito la tensostruttura comunale.

Analogamente, nella frazione di Macchia, in parallelo a via Firenze, nella parte alta dell'abitato, il letto del torrente ospita pericolosi accumuli di materiali di varia tipologia.

In caso di "bombe d'acqua", questi detriti rischiano di creare l'effetto diga, provocando tracimazioni improvvise.

Non meno preoccupante è la situazione del torrente Jungo, in particolare nel tratto di via Trieste. Il corso d'acqua attraversa una zona ad alta densità abitativa. La vegetazione è cresciuta a dismisura, coprendo completamente il letto del torrente in più punti. Sterpaglie e fusti spontanei agiscono come una rete che intrappola ulteriori detriti trascinati a valle.

L’allarme rifiuti ingombranti, in particolare lungo il tracciato del torrente Macchia, era stato lanciato nell’aprile scorso anche da Wwf e l’associazione Articolo 1 che, in un esposto congiunto trasmesso al sindaco Cantarella, all’assessorato regionale Territorio e Ambiente, Arpa, Demanio idrico, aveva segnalato una situazione di grave e diffuso degrado ambientale.

«Purtroppo - scrivono in una nota Alfredo D’Urso (Articolo 1) e Vita Rati (Wwf Sicilia nord orientale) - dobbiamo segnalare il mancato intervento delle Amministrazioni interessate nonostante le ripetute segnalazioni e la richiesta di interventi di pulizia e di bonifica. Ribadiamo che serve la bonifica del torrente, ma si rendono necessari anche interventi di chiusura degli accessi tali da potere controllare chi entra e chi esce e la collocazione di telecamere. Questo nell'immediato. Occorrono, inoltre, interventi strutturali di riqualificazione del torrente che lo rendano un percorso ecologico urbano per i cittadini del circondario. In tal senso avevamo anche segnalato un bando europeo ad hoc che, purtroppo, non è stato preso in considerazione».