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Messina: porto di Tremestieri, dubito una conferenza dei servizi per provare a uscire dall’impasse
L’allarme lanciato da Uiltrasporti che avverte: «C’è il rischio di cassa integrazione»
L’appello è rivolto alle istituzioni. L’obiettivo è superare gli ostacoli burocratici e amministrativi che rallentano il completamento del porto di Tremestieri. Il segretario generale della Uiltrasporti, Nino Di Mento, sollecita Governo, Regione, Autorità di sistema e gli enti coinvolti ad assumere decisioni rapide e coordinate. «Le criticità sono note e le soluzioni sono già individuate - afferma il sindcalista - oggi serve la volontà politica di attuarle. Nessuna istituzione può chiamarsi fuori, perché Tremestieri è un'infrastruttura strategica e non può continuare a essere ostaggio dei tempi della burocrazia».
Tra le urgenza da affrontare c’è il trasferimento dei 7 milioni di euro, risorse stanziate dal ministero delle Infrastrutture e non ancora disponibili. Si attende la firme del decreto. Altro nodo riguarda l'aumento dei costi dei materiali, circa 6 milioni di euro, che rischia di incidere sull'esecuzione dell'opera. Il sindacato propone di utilizzare i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione che la Regione ha destinato agli investimenti infrastrutturali, così da garantire la copertura economica necessaria ed evitare nuovi possibili stop nella tabella di marcia.
C’è poi la vicenda relativa alle eventuali varianti al progetto avanzate dall'impresa appaltatrice, come quella per il completamento della nuova diga foranea. Anche questo aspetto - secondo Uiltrasporti - va definito al più presto. Ma accanto al completamento dell’opera, il sindacato evidenzia la necessità di mantenere operativi gli approdi esistenti. All'assessorato al Territorio e ambiente si richiede di rilasciare in tempi brevi l'autorizzazione alla movimentazione della sabbia che compromette la funzionalità degli scali. Solo attraverso questo passaggio l'Autorità di sistema potrà eseguire i lavori di dragaggio programmati, contrastando l'insabbiamento.
L'eventuale riduzione dell'operatività degli approdi comporterebbe una diminuzione delle corse e il rischio di ricorrere alla cassa integrazione sia per il personale portuale sia per quello marittimo. Per uscire dall'impasse, la Uiltrasporti propone la convocazione di una conferenza dei servizi. Infine, Di Mento rivolge un appello al sindaco, Federico Basile, nella qualità di stazione appaltante, affinché venga consolidato il tavolo permanente con le parti sociali già avviato, trasformandolo in uno strumento stabile di confronto e monitoraggio sull'avanzamento dei lavori.