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meteo

L’Italia entra nella fornace: l'anticiclone africano porta temperature fino a 43 gradi

Due settimane di afa ininterrotta e notti tropicali minacciano la Penisola, con Sardegna e Centro-Sud in prima linea

10 Luglio 2026, 19:28

19:30

L’Italia entra nella fornace: l'anticiclone africano porta temperature fino a 43 gradi

L’estate italiana ha impresso una brusca accelerazione e si appresta a vivere una delle ondate di calore più estreme della stagione. Non un fenomeno effimero, ma un vero e proprio "assedio" termico destinato a imporre un cambio di passo al Paese: all’orizzonte si profilano almeno quindici giorni di afa ininterrotta, con il culmine atteso giovedì 16 luglio 2026, quando in Sardegna i termometri potrebbero spingersi fino a 43 °C.

A innescare questa fornace è l’anticiclone africano, nuovamente in espansione, che convoglierà aria rovente su gran parte della Penisola. La persistenza dell’episodio è legata a una precisa dinamica atmosferica, la cosiddetta "configurazione a omega": due aree di bassa pressione ai lati — una a est e una a ovest della Penisola Iberica — intrappolano l’alta pressione al centro, bloccando il ricambio d’aria e favorendo la stagnazione della calura.

Gli effetti sul territorio saranno significativi, sebbene non uniformi. Il Nord, pur immerso in un contesto termico anomalo, risulterà più esposto a rovesci e temporali localizzati. Le temperature più aggressive colpiranno le aree interne del Centro-Sud e le Isole maggiori: attesi fino a 39 °C a Oristano, Firenze e Terni, e 38 °C in numerose zone della Pianura Padana.

A destare la maggiore preoccupazione non è solo il picco diurno, ma la durata dell’evento e il fenomeno delle "notti super tropicali". Nei centri urbani le minime notturne rischiano di non scendere sotto i 25 °C, impedendo il recupero fisiologico dell’organismo e trasformando le abitazioni in serbatoi di calore. Le ricadute su salute pubblica e accessi in pronto soccorso sono dirette: il Ministero della Salute, tramite il sistema di prevenzione, ha già assegnato i bollini rossi, con città come Firenze e Perugia in massima allerta; un elenco, purtroppo, destinato ad ampliarsi nel Centro-Sud.

Secondo il Copernicus Climate Change Service, giugno 2026 è stato il mese più caldo di sempre nell’Europa occidentale, con valori oltre 3 gradi rispetto alla media storica. Le proiezioni della WMO (Organizzazione Meteorologica Mondiale) confermano un’estate statisticamente sbilanciata verso il caldo anomalo.