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le osservazioni

Palermo, ambientalisti in allarme per il termovalorizzatore di Bellolampo: «A rischio riciclo, salute e bollette»

La replica della Regione: «Impianti meno inquinanti d'Europa»

11 Luglio 2026, 07:00

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Bellolampo, ambientalisti in allarme per il termovalorizzatore: «A rischio riciclo, salute e bollette»

Il no della triade ambientalista - Legambiente, Wwf e Zero Waste Sicilia, che chiamano a raccolta per un dibattito pubblico - è il primo dossier di risposta al deposito del progetto di fattibilità tecnica ed economica del termovalorizzatore da oltre 400 milioni di euro di Bellolampo. E pesa. Il mega impianto, con il gemello diverso di Catania, ha acceso i primi ingranaggi, quelli del timer per le osservazioni di Consigli, commissioni consiliari competenti, enti pubblici e privati interessati. La richiesta di osservazioni è stata inoltrata il 30 giugno, già il giorno dopo scottava, per esempio, sul tavolo della seconda commissione, Urbanistica.

A firmare la nota sono Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia, Anna Bonforte, presidente di Zero Waste Sicilia, e Pietro Ciulla, presidente del Wwf Sicilia. Le associazioni hanno depositato «due corposi documenti nei quali contestano le quantità di rifiuti combusti: 600.000 all’anno per i due impianti siciliani, con «il rischio concreto di essere costretti a bruciare anche materiali che potrebbero essere riciclati, con costi enormi — oltre 250 euro a tonnellata — da coprire attraverso la tassa sui rifiuti. E poi le 20.000 tonnellate all’anno di fanghi di depurazione necessari solo per Bellolampo, sottraendo fertilizzante naturale a un territorio già fortemente colpito dalla siccità. Nell’impianto del capoluogo, i documenti progettuali delineano scenari preoccupanti. Sull’impatto dello smog sulla salute dei cittadini, sommato a quello delle attività industriali e delle discariche già presenti, compare testualmente la dicitura: “non determinato”».

Un’opera titanica, della quale la Regione due mesi fa ha promesso il compimento entro il 2028, i cui dettagli fanno capolino dalle carte progettuali: «Capacità di trattamento 300.000 tonnellate all’anno (due linee da 150.000), potere calorifico medio 11,8 megajoule per chilogrammo (per farsi un’idea, il gasolio supera nettamente i 40), potenza termica complessiva 122.91 megawatt termici, produzione elettrica netta 29.35 megawatt elettrici. I lavori occuperanno, in area di cantiere, 13,7 ettari, dei quali il 68 per cento per gli impianti.

Salvo Cocina, responsabile del procedimento, respinge le censure. «Capitolo inquinamento: emissioni certificate ai livelli più bassi d’Europa, molto meno di Bolzano e Roma. Sui consumi idrici, nessun danno alle falde o iperconsumo, con la depurazione del percolato specificamente per Bellolampo. Tutti dati esposti e approvati a Bruxelles.» Dalla seconda commissione, Giulia Argiroffi di Controcorrente e il collega Ugo Forello considerano «le osservazioni delle principali associazioni ambientaliste una conferma delle gravi criticità: impianti palesemente sovradimensionati rispetto ai reali fabbisogni, ignorando il calo demografico e gli obiettivi europei di incremento della raccolta differenziata e del riciclo, in una regione ben al di sotto degli standard europei in materia di differenziata, che così rischia di essere disincentivata. Impianti di queste dimensioni vincolare a un modello ormai superato».