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La sentenza

Così la droga passava da Milano: quattro condannati e un assolto a Catania

Il processo abbreviato si è concluso per un'inchiesta che fotografa assetti criminali lontani

11 Luglio 2026, 03:14

03:20

Così la droga passava da Milano: quattro condannati e un assolto a Catania

È un canale di fornitura della droga inedito quello sull’asse Milano-Catania. Poche volte è apparso nelle inchieste giudiziarie. Nel 2012, gli investigatori del Gico della guardia di finanza, sono riusciti a individuare grazie a delle intercettazioni già avviate in un altro procedimento un «sodalizio criminale che operava transazioni di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti» sulla direttrice Lombardia-Sicilia, «anche attraverso autotrasportatori compiacenti che, a bordo dei loro mezzi, trasportavano l’illecita sostanza fino a Catania».

Dalle indagini sono emerse alcune figure, come il cappelloto Tommaso Tropea e il genero Orazio Di Mauro, che avrebbero gestito un florido traffico di droga. A distanza di anni i due, assieme ad altri, hanno affrontato il rito abbreviato. Gli altri imputati sono stati Angelo Primo Sciortino, un paternese che aveva contatti con le ‘ndrine radicate a Milano, Carmelo Marchese, Cosimo Franceschino e Massimiliano Salvo “carruzzeri”. Per quest’operazione non è mai scattata un’ordinanza di custodia cautelare.

La gup Carla Aurora Valenti ha emesso quattro condanne, un’assoluzione e un proscioglimento. Le pene inflitte, comunque, sono state molto ridimensionate rispetto a richieste pesantissime da parte del pm Angelo Brugaletta.

Angelo Primo Sciortino è stato condannato a cinque anni di reclusione e a 26.000 euro di multa (in continuazione con altre sentenze); Carmelo Marchese a 4 anni e 18.000 euro di multa, Tommaso Tropea a 18 anni e 2 mesi, mentre Di Mauro a 10 anni e 8 mesi. Per Tropea, difeso dall’avvocato Maria Lucia D’Anna, e Di Mauro, assistito dall’avvocato Maria Caterina Caltabiano, il pm aveva sollecitato una pena a 21 anni. Per i due - che non avevano contestato l’aggravante dell’agevolazione mafiosa in questo processo - sono state disposte anche delle assoluzioni parziali e dei proscioglimenti per alcune contestazioni.

Cosimo Franceschino, difeso dall’avvocato Salvatore Leotta, è stato assolto perché il fatto non sussiste. Massimiliano Salvo è stato invece prosciolto perché l’azione penale non doveva essere iniziata per l’impedimento di bis in idem.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate fra 90 giorni.