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Caltagirone

Il funerale era già pronto ma si scopre che il morto è stato ucciso a pistolettate

Omicidio per vendicare l’acquisto di una casa all’asta. Ieri sono stati sentiti due degli investigatori che hanno lavorato al giallo

11 Luglio 2026, 05:17

05:20

The drug dealing center uncovered by the Carabinieri: arrests confirmed

Avevano archiviato tutto come un incidente domestico. Ma invece si trattava di un omicidio. Quello che è accaduto l’anno scorso a Caltagirone sembra uno dei casi dell’ispettore Closeau, della serie cinematografica “La Pantera Rosa”.

Raffaele Maruca è stato trovato dai parenti sul pavimento di casa, morto dissanguato. Il sessantaquattrenne era un operaio. I familiari hanno pensato che si fosse ferito autonomamente con un taglierino in modo autonomo. E così, dopo aver chiamato il medico che ne ha constatato il decesso, hanno cominciato a pulire tutta la casa dalle macchie di sangue. Nel frattempo sono arrivati gli addetti delle onoranze funebri per la vestizione del caro estinto. Ed è stato in quel momento che uno dei “becchini” si è accorto dei fori d’arma da fuoco sul petto del defunto. Così hanno bloccato la preparazione de funerali, allertando medico e polizia municipale. E quindi è stata informata la procura di Caltagirone, che ha chiesto l’intervento dei carabinieri e degli specialisti della sezione investigazioni scientifica del comando provinciale. Gli investigatori hanno confermato l’ipotesi dell’omicidio riuscendo a individuare l’assassino. L’avolese Corrado Rametta è stato arrestato con l’accusa di omicidio premeditato.

Da qualche mese è stato avviato il processo davanti alla Corte d’Assise di Catania. Ieri sono stati sentiti Claudio Di Giorgio del nucleo operativo dei carabinieri di Caltagirone e Giovanni Marcì della Sis di Catania. I due testi citati dalla procuratrice di Caltagirone, Rosanna Casabona, hanno analizzato le fasi cruciali dal punto di vista scientifico e investigativo che hanno portato a risolvere il giallo. Sulla scena del crimine i tecnici della Sis hanno usato il luminol allo scopo di poter localizzare le tracce ematiche, che erano state lavate. Ma è stato durante gli accertamenti sui familiari della vittima che è arrivata la chiave di volta: infatti il cognato di Maruca (forse il reale bersaglio dell’omicida) ha svelato che nei mesi precedenti aveva avuto violente discussioni con un uomo di Avola per l’acquisto di un immobile all’asta. È stato in quel momento che la procura di Caltagirone ha chiesto il supporto dei carabinieri siracusani, che sono andati a bussare a casa del vecchio proprietario dell’abitazione venduta all’asta. Corrado Rametta appena si è trovato davanti i militari ha ammesso ogni cosa, consegnando la pistola che aveva usato per l’omicidio in trasferta. Ma ha anche condotto gli investigatori nel luogo dove aveva buttato i vestiti usati per la mortale vendetta.

Si torna in aula il 9 ottobre: sfileranno altri testi della pm.