le misure di sicurezza
Palermo blindata per il Festino: scattano i divieti per i locali e l'appello per i balconi, ma è già polemica
Il Comune impone il divieto dei dehors. Inzerillo: «Disparità di trattamento»
Palermo si prepara a celebrare il suo 402° Festino di Santa Rosalia e la macchina della sicurezza del capoluogo si mette in moto con provvedimenti drastici. Il sindaco Roberto Lagalla ha firmato l’ordinanza sindacale 103, emanata su richiesta del Questore, che introduce severe restrizioni per garantire l'ordine pubblico a fronte della «rilevante attrattiva della manifestazione che, come negli anni precedenti, richiamerà una elevatissima affluenza di cittadini e turisti nei siti interessati».
Il provvedimento con l'impatto più grande riguarda la totale rimozione dei dehors. Il 14 luglio, dalle 14 alle 3 del mattino successivo, scatterà la sospensione delle autorizzazioni di suolo pubblico con il divieto di utilizzare arredi, sedie e tavolini all’esterno dei locali.
Le vie interessate dal blocco sono quelle centrali e nevralgiche del corteo: l'intero tratto di Corso Vittorio Emanuele, la porzione di Corso Calatafimi tra Porta Nuova e Piazza Alberto Amedeo, Via Maqueda (tra Piazza Villena e Via del Celso) e il tratto del Foro Umberto I compreso tra via della Lupa e via Padre Messina.
Restrizioni simili si ripeteranno il 15 luglio dalle 14 alle 24, in concomitanza della processione religiosa dell'Urna Argentea, toccando strade come via Matteo Bonello, Piazza Marina, via Bari, via Napoli e Piazza Monte di Pietà. Per i trasgressori sono previste sanzioni fino a 500 euro.
Accanto al piano per le strade, il sindaco Lagalla ha diffuso un avviso pubblico rivolto direttamente ai residenti del centro storico riguardante l'utilizzo dei balconi prospicienti via Vittorio Emanuele. Dalle 18 del 14 luglio fino alle 2 del 15 luglio, l'amministrazione chiede in un appello che «l'uso dei balconi prospicienti Via Vittorio Emanuele sia limitato alla portata tecnicamente tollerabile e comunque compatibile con le condizioni strutturali degli stessi».
L'appello punta a prevenire cedimenti strutturali, ricordando che «un eccessivo carico di persone e/o materiali di ogni genere, potrebbe provocare gravi danni, imputabili esclusivamente ai soggetti che, a vario titolo, detengono l'uso dei predetti affacciamenti».
Le misure restrittive sui dehors hanno però immediatamente sollevato reazioni politiche in difesa dei commercianti. Il consigliere comunale Gianluca Inzerillo ha presentato una richiesta formale al Sindaco e all’Assessore alle Attività Produttive, Giuliano Forzinetti, per chiedere una parziale retromarcia sul Foro Umberto I.
«Comprendo e condivido pienamente le esigenze di ordine pubblico e sicurezza che hanno portato all'adozione dell'ordinanza nelle aree direttamente interessate dal passaggio del corteo – dichiara Inzerillo – ma ritengo che il divieto imposto alle attività del Foro Umberto I sia eccessivamente penalizzante e non trovi una reale giustificazione, considerato che tali esercizi non costituiscono alcun ostacolo allo svolgimento della manifestazione né al regolare transito del corteo.»
Il consigliere evidenzia inoltre una disparità di trattamento: «Sulla stessa via, infatti, è consentita l’occupazione di suolo pubblico agli operatori ambulanti, anche in prossimità degli esercizi commerciali ai quali, invece, viene imposto di rimuovere tavoli, sedie e arredi esterni».
«L'obiettivo – conclude Inzerillo – è quello di trovare un punto di equilibrio tra le esigenze di sicurezza e la tutela delle attività economiche del territorio, evitando di arrecare un danno economico agli esercenti laddove ciò non sia strettamente necessario. Confido nella sensibilità dell'Amministrazione affinché possa essere adottata una soluzione ragionevole e proporzionata».