Tributi
Cup, il Comune vuole salvare la delibera degli errori. Accantonati 5 milioni per evitare il buco di bilancio
L'assessore Alaimo: "Il gettito sarà garantito"
Una pezza di modifica per non sforacchiare le casse del Comune, alla malnata delibera sul Canone unico patrimoniale, colpita dall’irricevibilità per un ritardo nella presentazione e nell’apposizione delle firme digitali. Sul fronte blocco della spesa, il piano B di una modifica fa il paio con il parere del collegio dei revisori per un accantonamento - «prudenziale», precisano fonti del Bilancio - di circa cinque milioni di euro per far fronte al “buco” da 11 milioni o giù di lì. Precisamente, a leggere il parere contabile della Ragioneria generale, il gettito previsto è di 10.730.781,32 euro per il 2026; 11.881.957,69 per il 2027 e altrettanti per il 2028.
Una misura di cautela che non esclude i tentativi di evitare l’ulteriore deflagrazione della grana. La modifica, spiega l’assessore al Bilancio Brigida Alaimo, «riguarderà il titolo giuridico dell’entrata», mentre la delibera impugnata «è attualmente in vigore» e detterà le regole per la riscossione fino a nuovo ordine. Lo dicono chiaramente, i revisori, che con il parere reso nella tarda mattinata di ieri, salvano testualmente, per ora, la gestione ordinaria del gettito: la delibera del 30 marzo è «allo stato, efficace idonea a costituire titolo regolamentare e tariffario per l’applicazione del Cup, non risultando intervenuta alcuna pronuncia giurisdizionale cautelare, dichiarativa della nullità, di annullamento o comunque demolitoria dell’atto e, per l’effetto, non sono disposti rimborsi, conguagli o compensazioni generalizzate».
Aggiunge il Collegio: «Parere favorevole alla proposta di deliberazione di giunta, nella esclusiva considerazione che trattasi di un atto deliberativo proposto ai fini del rafforzamento prudenziale del titolo giuridico dell’entrata, relativa alle tariffe approvate il 30 marzo 2026. Il parere favorevole - avvertono i revisori - è comunque subordinato alla modifica del testo». Avanti piano, dunque. Ma avanti.
Malnata delibera comunque e letteralmente, quella sul regolamento del Cup, già azzoppato dalla giustizia amministrativa, esponendo il Comune a un danno tra i dieci e gli oltre undici milioni di euro. Malnata e mal cresciuta: nuova proposta non ricevibile dal Consiglio per la formale presentazione tardiva, causa tempi sballati delle firme digitali del segretario generale Raimondo Liotta, del presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo e del consigliere “anziano” presente, cioè Fabrizio Ferrandelli. I rischi del vulnus ricadrebbero, in prima battuta, sugli equilibri di bilancio, da vagliare peraltro da parte del Consiglio nella fitta bagarre deliberativa nell’ultimo scorcio di luglio.
Un’impasse sui tempi di presentazione che ha persino spinto il segretario generale Liotta a chiedere alla Sispi, per non perdere i messaggi importanti, di varare l’alert «via sms sui telefoni d’ufficio dei consiglieri comunali e assessori, chiamati ad apporre le firme sugli atti deliberativi approvati dagli organi istituzionali».