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Trapani, la zona bianca che affonda: dopo 70 anni riconosciuto il rischio di alluvioni

Dopo decenni di allagamenti e canali tombati la Regione Siciliana riconosce il rischio idraulico

12 Luglio 2026, 03:57

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Una città fuori dal rischio alluvioni. L'Autorità di Bacino riteneva, cartografie alla mano, Trapani al riparo da allagamenti. In piena contraddizione con la realtà: tra il 1958 e il 2022 la città è finita più volte sott'acqua, nel 1965 e nel 1976 ci furono pure 34 morti, per non dire della ingente conta dei danni. E tutto questo fino a una settimana addietro. La città quando piove, anche un'ora di pioggia e sei millimetri come l'ultima volta, è un catino incapace di far defluire l'acqua. A qualcuno conveniva far indicare Trapani come "zona bianca", che, tradotto, significa niente rischio idrogeologico e assenza di vincoli. Sono trascorsi quasi settant'anni dalla prima disastrosa alluvione e da qualche giorno la Regione Siciliana, per la prima volta, ha riconosciuto che il centro abitato di Trapani è a rischio alluvioni.

«Per la prima volta dopo 70 anni - dice il sindaco Giacomo Tranchida - abbiamo definito ipotesi concrete per difendere la città». Si dirà, ma perché la storia delle alluvioni comincia dal 1958 e non da prima? «Perché nel dopoguerra - spiega l'ing. Venturini, uno dei maggiori esperti idraulici italiani - questa città ha visto finire distrutti, deviati, tutta una serie di canali che raccoglievano le acque che venivano giù da Erice e le convogliavano verso il mare, verso le saline, in parte quelle aree che hanno visto lo sviluppo urbanistico della città». Significa che lo sviluppo non si poteva avere? «No, si poteva avere, ma non disordinato e a disarcionare le protezioni come invece è stato fatto». Una volta esistevano reticoli idrografici, poi tombati, come il famoso canale Scalabrino.

L'autorità di bacino ha accolto lo studio redatto per conto del Comune dalla Technital dell'ingegnere Simone Venturini e ha modificato il piano d'assetto idrogeologico regionale, riconoscendo il territorio di Trapani a rischio idraulico. Significa aprire le porte dei fondi, disponibili, presso Stato e Regione, per la difesa idrogeologica, per salvare territorio e preservare vite umane. Finanziamenti fino a ieri preclusi a Trapani. C'è preventivata una spesa da 45 milioni, si potrà operare per stralci. Venturini guarda a Trapani, con il ripristino di canali, ma anche ad Erice, al completamento del canale di gronda. A Trapani invece le future costruzioni dovranno essere progettate con gli accorgimenti adeguati, perché non c'è area che non è alluvionabile.